La tesi del giorno
Una nuova speranza contro la sclerosi multipla
La scoperta è di quelle che, se confermata, rivoluzionerebbe la vita di migliaia di malati, in Italia e nel mondo. Arriva proprio dal nostro Paese, grazie ad una ricerca finanziata dall'Aism di un team del San Raffaele di Milano, in collaborazione con la New York University e l'Hospital for Special Surgery di New York, l'individuazione di una molecola in grado di condizionare la formazione della mielina, la membrana che avvolge le fibre nel sistema nervoso centrale e periferico, indispensabile alla trasmissione rapida degli impulsi nervosi.
Scoprire come funziona questo ”interruttore” significa aprire scenari sinora insperati per la cura di malattie come la
sclerosi multipla, che solo in Europa colpisce circa 400 mila persone, soprattutto donne, e con un'incidenza decisamente superiore, per motivi ancora incerti, in Sardegna.
Come scrive
Elena Uleri nella sua tesi “
Possibile uso del retrovirus MSRV/HERV-W come biomarcatore nei pazienti con sclerosi multipla durante terapia con IFNβ”, la sclerosi multipla è una “malattia neurologica infiammatoria cronica. L’eziologia è complessa e si ritiene che i processi immunopatologici siano innescati, in soggetti geneticamente predisposti, da fattori ambientali, principalmente virali. Diversi virus sono stati proposti come cofattori della MS, soprattutto herpesvirus e MSRV (MS-associated retrovirus)”.
MSRV è stato trovato nel plasma e nel liquor di pazienti SM, “ma anche, con frequenza notevolmente più bassa, in pazienti con altre malattie neurologiche e nel 10% circa dei soggetti sani. In una popolazione ad alto rischio di SM come quella sarda, l’MSRV è presente nel plasma del 100% dei pazienti con SM attiva; nel liquor, la sua presenza è associata alla progressione temporale e clinica della malattia”.
Una tesi ricca di spunti, molto documentata e svolta a partire da una ricerca condotta dalla nostra autrice su 11 pazienti. Che da oggi, ci auguriamo, avranno una reale opportunità di combattere questa malattia, e non più solo di arrestarne lo sviluppo.
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Possibile uso del retrovirus MSRV/HERV-W come biomarcatore nei pazienti con sclerosi multipla durante terapia con IFNβ

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