La tesi del giorno
L’opera di Giacomo Puccini
Turandot, La Bohème e Madama Butterfly da Torre del Lago alle sale cinematografiche digitali di tutto il Mondo.
Sono tanti gli appassionati dell’opera che ogni anno si ritrovano nella cittadina Toscana per assistere alla Kermesse estiva dedicata a Giacomo Puccini e ai suoi capolavori.
La novità quest’anno è che la 57.ma edizione del Festival sarà ripresa in alta definizione e diffusa via satellite.
La tesi di Shadi Zabihian: “Verismo o finzione? Il linguaggio scenico e musicale nella Bohème di Giacomo Puccini” ci porta nell’universo pucciniano con un’analisi di quello che è considerato uno dei lavori più importanti del maestro: la Bohème.
Così esordisce Shadi sul suo lavoro: La mia riflessione si colloca in quest'ultimo “quadro” e, attraverso lo studio della Bohème, cerca di istituire una nuova categoria esegetica in cui inserire l'opera di Puccini: il «reale fantastico». Per raggiungere l'obiettivo, ho scelto di strutturare il lavoro in questo modo: il primo capitolo Puccini e il verismo, si apre con una breve analisi del verismo letterario, in cui sintetizzo le premesse allo sviluppo di questo movimento in Italia, il contesto culturale del tempo e i principali scrittori veristi. Segue una riflessione sul verismo musicale sia da un punto di vista terminologico (cosa s'intende per melodramma “verista”), sia da quello più strettamente formale (il libretto, la composizione musicale e lo stile del canto).
La tesi parte quindi da una descrizione del verismo letterario per scavare più in profondità gli aspetti scenici e musicali.
Le conclusioni si focalizzano sul concetto di reale fantastico: Il reale pucciniano è un prodotto simbolico e immaginativo, poiché pur partendo da dati esistenti se ne discosta per addentrarsi nella dimensione fantastica.
L’elaborato è un’inquadratura semplice ed efficace sull’opera di Puccini, ancor oggi attuale e amata.
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