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La tesi del giorno

Barbie, il gioco da tavolo

Barbie, il gioco da tavoloBarbie, la bambola più famosa del mondo è diventata protagonista di un gioco da tavolo Reginetta del Ballo.
A 52 anni dalla sua nascita Barbie rimane uno dei giocattoli più popolari tra le bambine di tutto il mondo e non solo, grazie a schiere di collezionisti e appassionati. Malgrado il suo successo planetario, alla bambola della Mattel non sono mai state risparmiate critiche fin dall’inizio.
Come racconta il dott. Gianluca Vincenti nella sua tesi L'attacco di Bratz a Barbie nel mercato di massa ed il fenomeno My Doll nel mercato di nicchia. Errori di posizionamento e nuove tendenze. "per Barbie l’inizio non fu certo dei migliori. Chi vendeva giocattoli non ne voleva sapere di tenerla nei propri negozi perché giudicata da molti troppo provocante per essere un gioco adatto alle bambine. Venne pertanto venduta inizialmente nelle tabaccherie".
Una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere un modello di femminilità sbagliato, eccessivamente edonista e superficiale.
E dopo la campagna di Greenpeace "Barbie, ti mollo", contro l’utilizzo di carta proveniente dalle foreste indonesiane per il packaging dei giocattoli Mattel, l’ultima accusa nasce dalla campagna di lancio del nuovo gioco da tavolo di Barbie. Il gioco viene pubblicizzato con frasi che vanno a riproporre un figura femminile un po’ stereotipata, come ad esempio "l’appuntamento più importante per ogni ragazza è la serata del gran ballo, ed è proprio questa l’occasione in cui Barbie dovrà essere perfetta per il suo Ken (…) Ogni giocatrice dovrà calarsi nella magica vita di Barbie e aiutarla ad essere la fidanzata ideale per ricevere l’anello di fidanzamento da Ken".
D’altra parte, come spiega il dott. Vincenti nella sua tesi, non sempre le strategie di marketing della Mattel si sono rivelate lungimiranti.
Nel lancio di Barbie sui mercati non occidentali non sono state considerate in modo adeguato le diversità culturali, "le imprese intenzionate ad effettuare politiche di internazionalizzazione devono adattare il proprio sistema di prodotto alle realtà ed ai valori propri dei diversi popoli. Nella fattispecie, Barbie si è dimostrata parzialmente incoerente sotto questo aspetto come dimostrato dai risultati ottenuti. (...) Abbiamo infatti visto come in Arabia Saudita, per esempio, Barbie sia stata addirittura dichiarata fuori legge e quindi bandita dal mercato perché giudicata immorale e totalmente inappropriata per un popolo con una cultura fortemente fondamentalista; con riguardo alla Cina, Barbie ha dimostrato di non avere tenuto di conto di quelle che sono le caratteristiche tanto del mercato, tanto della popolazione."

Visita la tesi:

L'attacco di Bratz a Barbie nel mercato di massa ed il fenomeno My Doll nel mercato di nicchia. Errori di posizionamento e nuove tendenze.
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