La tesi del giorno
Leggende sugli energy drink
Gli energy drink sono bevande contenenti metilxantine (come ad esempio la caffeina), vitamine, aminoacidi (come la taurina), zuccheri e altri stimolanti. A differenza degli sport drink, il cui scopo è reidratare, gli energy drink consentirebbero di migliorare l’energia ed altre abilità come la memoria o l’intelligenza.
Come spiega la dott.ssa Chiara Grella nella sua tesi Il mercato delle bevande gassate. Il caso Red Bull in Italia, tutto è cominciato una manciata di anni fa. Non senza alcune difficoltà che hanno visto la bevanda energetica capostipite, Red Bull, e altri energy drink di importazione in un primo tempo sospesi dal commercio per il contenuto di caffeina giudicato eccessivo quindi riammessi. [...] Da mercato di nicchia gli energy drink sono diventati mass market, con un target potenziale di 28 milioni di consumatori.
Il target dichiarato degli energy drink è quello dei giovani, che consumano queste bevande soprattutto miscelate con alcuni alcolici come vodka, gin e whisky.
Proprio in associazione ai superalcolici gli energy drink sono considerati potenzialmente pericolosi in quanto ridurrebbero la sensazione di ubriachezza mascherando alcuni sintomi dell’intossicazione da alcool.
Per promuovere il consumo consapevole di queste bevande molto in voga tra i giovani, il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in collaborazione con ASSOBIBE ha deciso di realizzare un sito per fornire informazioni e sfatare miti sugli energy drink. Ad esempio la quantità di caffeina contenuta negli energy drink è pari a quella contenuta in una tazzina di caffè espresso, e nonostante in alcuni paesi siano venduti con particolari limitazioni, gli energy drink sono disponibili in oltre 160 paesi e in nessun paese è stata vietata la vendita.
Alcuni di questi "falsi miti" nascono persino prima della commercializzazione degli energy drink in Occidente avvenuta negli anni ’80 (in Asia sono diffusi fin dagli anni ’60). Come ricorda la dott.ssa Grella analizzando il caso Red Bull ottenere l’approvazione per gli ingredienti di Red Bull in tutti i paesi è stato penosissimo, e questo periodo di attesa è stato una fase di maturazione per le interpretazioni e le notizie di mercato. Ci sono voluti 5 anni per ottenere il permesso di importazione in Germania, il secondo mercato di Red Bull e quello che è servito proprio da fondamento per il successo del marchio e trampolino di lancio per la successiva espansione. Inizialmente Monaco (che è chiusa alla frontiera austriaca) divenne un fervido mercato nero, e la speculazione ebbe inizio proprio perché la bevanda era illegale in Germania: lo "speed in una lattina" era una droga legale? La sua taurina era ricavata dai testicoli di toro, così da rendere Red Bull un Viagra libero da prescrizione medica? (In effetti la taurina fu trovata inizialmente proprio nei tori, ma attualmente è riprodotta in maniera sintetica). La lista di voci e dicerie potrebbe continuare senza fine, e furbamente la compagnia aggiunse al proprio sito web una sezione-gossip per dare adito a questa sorta di mito. Di grosso aiuto fu inoltre il fatto che, appena Red Bull venne introdotta in Germania, le mamme tedesche si unirono per bloccarne di nuovo la commercializzazione. Il momento del lancio di Red Bull coincise con l’emergenza dei rave party e dell’assunzione di ecstasy, cosa che portò Red Bull ancora più vicina al mondo della droga. Quindi Red Bull divenne istantaneamente una cosa "da ganzi".
Tutte queste dicerie e pettegolezzi hanno sicuramente contribuito ad alimentare il mito della bevanda energetica ma hanno anche creato una certa confusione sull’argomento.
In realtà tutti gli ingredienti contenuti negli energy drink sono validati dalle autorità preposte e quindi adatti al consumo negli alimenti. Nonostante la garanzia di totale di sicurezza si raccomanda comunque un uso moderato delle bevande energetiche, soprattutto in soggetti a rischio come le donne incinte, in quanto un uso eccessivo e prolungato potrebbe avere effetti dannosi sulla salute.
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