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La tesi del giorno

Museo Archeologico Virtuale di Ercolano: un'immersione sensoriale

Museo Archeologico Virtuale di Ercolano: un'immersione sensorialeEsplorare una realtà virtuale è come prolungare, grazie alla tecnologia, l'immaginario individuale e collettivo. Questo è tanto più vero quando si tratta di riprodurre realtà esistite nel passato: chi può garantire, ad esempio, sull'esatta scientificità dell'esplorazione in 3D della Roma Antica di Google Earth?

Questo non vuol dire però, sottolinea Beatrice Corritore, che ciò che viene mostrato sia falso o ricreato con noncuranza: le ricostruzioni virtuali puntano alla verosimiglianza, ad avvicinarsi per quanto possibile alla realtà passata, integrando le conoscenze acquisite grazie all'opera degli studiosi e ai ritrovamenti archeologici, con l'immaginazione di noi contemporanei.
Lo scopo è infatti quello di far sentire le persone totalmente calate in nuovi luoghi e contesti, lasciando spazio ad una conoscenza il più possibile 'sensoriale'.

Beatrice nel suo lavoro La virtù reale e la realtà virtuale: il MAV di Ercolano concentra l'attenzione sul Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, uno dei più innovativi in Italia, caratterizzato dall’assenza totale di reperti archeologici e didascalie cartacee, il cui obiettivo è quello di veicolare un’idea, ma soprattutto un’emozione, di com'era, di come si viveva in Ercolano e Pompei prima dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Il MAV è dunque un “museo senza oggetti”, che accompagna il visitatore negli spazi reali di una virtualità evoluta, in cui talvolta si confonde ciò che è vero da ciò che non lo è.
A differenza di un museo virtuale pensato come integrazione di quello reale, il cui scopo è quello di fornire una serie di informazioni aggiuntive, l’innovazione del MAV risiede proprio nel fatto che le tecnologie sono sia strumenti sia protagoniste, in quanto contenuti multimediali; non ci sono opere a cui queste vengano associate, ma sono esse stesse l’oggetto del museo.

Beatrice descrive in modo completo il percorso proposto in una visita al MAV, soffermandosi sulla qualità immersiva dell'esperienza: "è necessario lasciarsi invadere dalla luce e dall’oscurità di questi spazi, sprofondare nei suoi suoni, lasciarsi stupire dalle immagini e dai percorsi, entrare nelle case, nel foro, nei giardini, dimenticandosi, almeno per il tempo del viaggio, di tutto il resto".
Attraverso ricostruzioni, scenografie, interfacce visuali e ologrammi, il visitatore è condotto in una dimensione virtuale dove sperimenta in modo ludico ed interattivo il patrimonio archeologico.
Proprio questa immersione totale rende questo museo un valido strumento divulgativo e didattico.

Visita la tesi:

La virtù reale della realtà virtuale: il MAV di Ercolano
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