La tesi del giorno
Licenziamenti più facili se si mette mano all'articolo 18
Tempi di crisi. E non più congiunturali, ma anzi, sempre pù strutturali. E si sa che quando vengono meno gli equilibri di un Paese, anche i diritti di base, quelli fino a un momento prima sacrosanti e inviolabili, diventano improvvisamente fragili e attaccabili.
Ora, per fa fronte al dramma dei nostri mercati, potrebbe venir meno persino un principio costituzionale: piccole e grandi aziende, anche quelle con più di 15 dipendenti, potrebbero ricorrere più facilmente ai licenziamenti senza giusta causa, aggirando il divieto sancito dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, sfruttando misure di “indennizzo” alternative al reintegro del lavoratore, se aiutati da un’intesa con i sindacati maggioritari in azienda.
Il nostro autore
Federico Tonelli dedica un'ampia e ben documentata analisi a questo tema nella sua tesi "
La revisione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori". "Gli anni '90", scrive, "sono iniziati con l'approvazione della legge n. 108 che ha apportato importanti novità, di altissimo valore civile e morale, nella legislazione garantista, riaffermando il diritto di ogni lavoratore a non vedersi privato del posto di lavoro senza l'esplicitazione di un motivo e senza la possibilità, soprattutto, di innescare un controllo giudiziario, ed ampliando le realtà produttive interessate dal regime di stabilità reale".
Il decennio è poi proseguito con un "graduale aggiramento della legislazione statutaria, con il moltiplicarsi dei rapporti di lavoro atipici sottratti alla disciplina di stabilità, e, successivamente, con un attacco diretto, inizialmente solo propagandistico, alla "rigidità" della disciplina contenuta nella norma dell'articolo 18 dello Statuto, indicata come la causa della stagnazione occupazionale e della scarsezza degli investimenti produttivi".
Sono nate diverse figure contrattuali, frutto di un decennio di politiche del lavoro incentrate sulla flessibilità, "che ora chiedono una più articolata disciplina, anche in termini di garanzie. Le proposte oggetto di dibattito politico e sociale hanno evidenziato la necessità di un intervento sul mercato del lavoro assestandosi su posizioni estreme che, però, non sembrano essere funzionali all'obiettivo che i sostenitori delle stesse tanto declamano, come la crescita dell'occupazione e lo sviluppo, in un quadro di competizione delle imprese sempre più spinto".
Visita la tesi:
La revisione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

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