Skip to content

La tesi del giorno

Marcia su Roma: la storia si ripete

Marcia su Roma: la storia si ripeteSi sperava fosse un movimento in via d'estinzione, invece il movimento neonazista esiste ancora, come dimostrato dall'apertura di diverse sedi disseminate in tutto il mondo in seguito alle disposizioni del comitato centrale in Inghilterra del gruppo Blood & Honour.
Il movimento Blood & Honour, fondato in Inghilterra ma ormai trasformatosi in un network internazionale, ha la sua identità scritta nel nome, richiamo esplicito al motto Sangue e Onore coniato per la gioventù hitleriana che crede nella supremazia della razza bianca, attaccando gruppi di etnia diversa.

Razzismo a antisemitismo sono le parole chiave dell'organizzazione, parole che non vorremmo più pronunciare, nè tantomeno sentire in musica. Nonostante sia sempre stato nel mirino dell'opinione pubblica per la sua radicalità sin dalla sua fondazione nel 1987, il gruppo è riuscito a farsi strada nel mondo, aprendo varie sedi e incontrando diversi seguaci.

La dott.ssa Barbara Bozzetti, autrice della tesi ''Il fenomeno naziskin. Analisi di una sottocultura giovanile, spiega nel suo elaborato come il movimento naziskin sia ancora attivo e coinvolga molti giovani appartenenti a diverse culture e classi sociali via web. L'attenta analisi di Barbara dimostra che la rete offre la possibilità di diffondere l'ideologia e radicarsi territorialmente grazie alla mancanza di controllo da parte dei governi, che hanno sottovalutato le cosiddette "associazioni culturali" naziskin a favore della lotta alla maggiori organizzazioni neonaziste orientate politicamente, lasciando intatto il seme da cui trae nutrimento l'attuale subcultura skinhead di estrema destra.

La ricerca di Barbara rivela inoltre le cause sociali della diffusione del fenomeno: "La visione dicotomica del mondo basata sulla concezione amico-nemico viene vissuta dal giovane come una certezza che serve a consolidare la propria identità. La frustrazione vissuta quotidianamente di fronte alle disuguaglianze sociali – verso chi è più istruito o economicamente più forte -, esperienze di impotenza e insicurezza unite al sentimento di abbandono vissuto da alcune frange sociali a seguito dell'indebolimento delle reti organizzative e di solidarietà, favoriscono e rafforzano la violenza intesa come "agire risolutivo" che trova piena legittimazione nei gruppi naziskin: gruppi che offrono la possibilità di sentirsi parte integrante di una "collettività" e da essa protetti. E' ovvio che questo humus può, in situazioni di grandi cambiamenti o transizioni politico-sociali – così come avvenne alla fine degli anni Ottanta in Europa all'ombra della caduta del muro di Berlino –, far crescere ed esplodere situazioni di malessere sociale di una tale ferocia da sfuggire all'azione dei governi."

La volontà di questo movimento di promulgare l'ideologia razzista nel nostro Paese è espressa attraverso l'organizzazione di raduni spesso osteggiati e banditi dall'opinione pubblica e dalle forze politiche come il caso della marcia su Roma prevista per il 28 ottobre 2011.

Problema finora parzialmente risolto attraverso l'intervento della forze armate, ma nazioni come Germania e Gran Bretagna insegnano che la messa al bando del movimento è impresa ardua finchè alcuni atteggiamenti di intolleranza molto diffusi in Italia come la discriminazione razziale e la xenofobia non saranno completamente arginati.

Visita la tesi:

Il fenomeno naziskin. Analisi di una sottocultura giovanile.
Argomento tesi precedente
I migranti nel cinema italiano
Argomento tesi successiva
La politica estera turca