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La tesi del giorno

Scuola: com'è cambiata, fino alla riforma Gelmini

Scuola: com'è cambiata, fino alla riforma GelminiLa scuola scoppia. Da Nord a Sud, il rientro sui banchi dopo le vacanze estive è stato per milioni di bambini italiani traumatico: classi sovraffollate, insegnanti pochi e precari, insomma una vera agonia dopo una riforma, quella Gelmini, che ha rivoluzionato la scuola italiana.

Maglia nera a Milano, dove in una classe si sono tovati persino in 56, quando il limite di legge dovrebbe essere di 30. “In base alle legge", ha fatto notare il Codacons, "ogni alunno deve godere di uno spazio minimo di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, di 1,96 metri quadri nella scuola secondaria di secondo grado. L’altezza minima delle aule deve essere di 3 metri”. Ma chi rispetta le regole? Nessuno.

La nostra autrice Michela Ciucci dedica un'interessante analisi a com'è cambiata la scuola negli ultimi decenni, tracciando il percorso storico che arriva fino al ddl Gelmini, nella sua tesi "Scuola riformata e decreti legislativi: dalla riforma Berlinguer alla legge 169 del 30 Ottobre. Aspetti critici e nuove opportunità.

Un'acuta e puntuale indagine, che pone l'accento sui tentativi di sperimentazione del dopo 1990. "Con la legge n.148 del 1990 , la scuola italiana ha fatto un passo avanti", scrive, "articolando più nettamente i saperi, distinguendoli in vere e proprie aree disciplinari e modificando innanzitutto le responsabilità dell'insegnamento delle materie con l'introduzione dell'insegnamento di gruppo arrivando al superamento del maestro unico".

Con la riforma scolastica del nuovo governo Berlusconi, "tutti quanti auspicavano il completamento dei provvedimenti avviati dai precedenti governi, invece la riforma proposta dalla Gelmini ha totalmente rivoluzionato l'assetto ordinamentale della scuola primaria che, insieme alla scuola dell'infanzia, si posiziona ai primi posti nelle classifiche delle migliori scuole a livello mondiale. Il ritorno al “maestro unico” o “prevalente” è stato giustificato, da chi ne sostiene la valenza, alle volte in modo vergognoso, con frasi come “Anche io ho avuto la maestra unica!!!”, tentando di celare dietro i ricordi dell’infanzia passata la vera motivazione che sta alla base della riforma: il risparmio economico".

Non si ammettono sprechi, soprattutto in un momento di crisi. "Tuttavia, i tagli fatti al mondo della scuola hanno lasciato tutti alquanto allibiti. La cosa che più ha sorpreso è stata la divulgazione della falsa verità che tre insegnanti su una classe sono troppi, sottintendendo che siano impegnati contemporaneamente su una sola classe. Ci sono realtà nelle quali il rapporto numerico insegnante-alunni è effettivamente eccessivo".

Visita la tesi:

Scuola riformata e decreti legislativi: dalla riforma Berlinguer alla legge 169 del 30 Ottobre. Aspetti critici e nuove opportunità
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