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La tesi del giorno

Chi trova un amico...

Chi trova un amico..."It's not easy love
but you've got friends you can trust
Friends will be friends
When you're in need of love they give you care and attention
Friends will be friends
When you're through with life and all hope is lost
Hold out your hand cos friends will be friends, right till the end."
(Friends will be friends, Queen 1986)

Lo cantava anche Freddie Mercury: gli amici sono amici. Per sempre.
Il brano, inserito nella colonna sonora del film Highlander, mette in luce gli ingredienti per cui i Queen hanno fatto breccia nel cuore di milioni di fans. Considerato un vero e proprio inno all'amicizia, il testo è carico di speranza, il cui chitarrista Brian May con la sua maestria ha saputo trasmettere attraverso la musica il tratto peculiare del protagonista del film: l'immortalità. Sì, perché chi ha incontrato la vera amicizia sa che questo sentimento non muore mai, nè il tempo nè la distanza può dissolvere la bellezza di un legame così profondo, spesso viscerale.
Alzi la mano chi non ha provato almeno una volta a poggiare la testa sulla spalla di un amico in un momento difficile della propria vita: quando finisce un amore, quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, quanto ci si sente soli con i propri problemi… La sensazione di pace e serenità che ne deriva ti sprona a reagire e ad affrontare con coraggio tutte le difficoltà.

Ma nell'era informatica in cui stiamo vivendo l'amicizia ha ancora un valore?
A questo quesito risponde Salvatore Galluzzo, autore della tesi Dagli incontri fisici agli incontri virtuali: l'evoluzione dei legami sociali mediata dai social network, che analizza come l'avvento dei Social Networks come Facebook abbia modificato i legami sociali, in particolare rispetto ai rapporti di amicizia.
La ricerca di Salvatore evidenzia i pro e i contro che derivano dall'uso di questi dispositivi nella sfera sociale di un individuo. Tra gli svantaggi, Salvatore afferma che "l'amicizia si sta trasformando sempre più "da relazione a sensazione": chiamiamo "amicizia" lo scambio di brevi post e la condivisione di video o altri contenuti multimediali, abituandoci per così dire a un'amicizia "generalista", a messaggi collettivi in cui i legami affettivi e le storie non contano.
Secondo Deresiewicz, Facebook, MySpace, Twitter e applicazioni simili avrebbero contribuito ad incrementare processi di "frammentazione della coscienza", peraltro già esistenti nelle società contemporanee. In qualche misura, avrebbero anche dato sostanza all'idea di una "amicizia universale", destinata proprio per la sua universalità a restare superficiale e vuota di relazioni effettive."

E le ricerche condotte a proposito delle dinamiche sociali su Facebook dimostrano che il termine amici sia diventato ambiguo in tale contesto: il sociologo ingaggiato da Facebook, Cameron Marlow, ha reso pubblici sul proprio blog i dettagli di uno studio condotto dal Facebook Data Team sulle dinamiche sociali degli utenti iscritti. Lo scopo della ricerca era stabilire se Facebook accresce la dimensione della rete personale di un individuo. Per rispondere a questa domanda, nello studio si è creata una distinzione qualitativa degli amici su Facebook in tre sottogruppi interni ad un gruppo generale.
Il gruppo generale si riferisce a "tutti gli amici", ovvero alla lista di persone che un utente di Facebook considera come tali. Alla curiosità di utenti che gli chiedono di valutare se hanno abbastanza amici su Facebook o se ne hanno pochi, il sociologo risponde che il linguaggio usato potrebbe indurre a commettere un errore. Infatti, quelli che nel linguaggio in uso vengono considerati come amici, potrebbero essere più semplicemente persone che un individuo ha incontrato ad un certo punto della sua vita. Riguardo al numero di questa rete sociale, i dati ufficiali di Facebook riproposti da Marlow parlano di 120 amici per l'utente medio. Lo stesso Marlow afferma però che questo dato può non essere significativo per stimare la dimensione della rete sociale di una persona. Innanzitutto perché il sito è ancora abbastanza giovane e il numero di iscritti è ancora relativamente basso. Il che vuol dire che non tutte le persone conosciute da un utente registrato su Facebook potrebbero essere iscritte al sito e questo minerebbe la possibilità dell'individuo di costruire una sua rete sociale corrispondente a quella che potrebbe costruire con altri mezzi.

Tra i benefici, Salvatore dimostra che il sito è usato prevalentemente per supportare rapporti già esistenti anche offline. Infatti, rispetto ad altri social networks, Facebook si distingue principalmente per il fatto che la partecipazione è basata sulla propria rete di conoscenze.
Tutto ciò significa che in realtà l'amicizia virtuale è ancora strettamente dipendente dai legami sociali reali e rappresenta semplicemente uno dei molti modi di relazionarsi e comunicare con le persone. E' quindi giunto il momento di abbattere i luoghi comuni secondo i quali la partecipazione ai social networks è indice di emarginazione, solitudine e mancanza di supporto sociale e imparare ad apprezzare i vantaggi del social networking: una sorta di ricongiungimento in remoto che permette di tornare indietro nel tempo e ritrovare i vecchi amici con i quali si sono condivisi momenti felici e spensierati o di chiacchierare semplicemente con chi è distante da noi.

Visita la tesi:

Dagli incontri fisici agli incontri virtuali: l'evoluzione dei legami sociali mediata dai social network
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