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La tesi del giorno

La strage di Derry

La strage di Derry"L'Irlanda del Nord è molto piccola ma molto complessa, una potenziale bomba perpetuamente in procinto di esplodere, fatta di tradizioni sovrappostesi nel tempo – quella Inglese impersonata nelle norme e nell'amministrazione, quella Gaelica, cattolica, rurale e pastorale, quella Anglo-Irlandese rappresentata dalle classi dei coloni costantemente al potere, quella protestante nata proprio nell'Ulster orientale – e di infiniti dualismi – ruralismo ed urbanesimo, est ed ovest (del fiume Bann), ricchi e poveri, irlandesi trapiantati ('planted') ed irlandesi nativi, senza considerare il classico stereotipo Cattolici-Nazionalisti/Repubblicani e Protestanti-Unionisti/Lealisti. [...] La violenza scoppiata agli inizi degli anni settanta fu l'estrema conseguenza, secondo accademici, giornalisti, commissioni d'inchiesta, politici e politicanti britannici, della funesta risposta da parte della popolazione cattolica alle serie e sistematiche discriminazioni effettuate nei loro confronti dai Protestanti. Alternativamente la visione protestante, abbandonata dal resto dell'opinione pubblica, poggiava sull'accostamento distruttivo tra bigottismo cattolico/rigurgiti nazionalisti/radicali rivendicazioni di naturali libertà civili, fomentatore di violenza."

Il dott. Marco Petrone nella sua tesi Verso la strage di Derry. Dalla nascita del “Civil Rights Movement” allo scoppio dei "Troubles" analizza la situazione sociale e politica nella quale le truppe britanniche si sono trovate invischiate all'inizio degli anni Settanta.
La strage di Derry, meglio conosciuta come Bloody Sunday, rappresenta per l'Irlanda una ferita ancora aperta che va sanata: il Regno Unito ha condannato la condotta dell'esercito inglese solo nel giugno 2010, a 38 anni di distanza dalla strage avvenuta il 30 gennaio 1972, e solo nel settembre del 2011 sono iniziate le trattative per un risarcimento alle famiglie delle vittime.

Nel suo lavoro il dott. Petrone ha tentato esaminare gli eventi che hanno portato alla strage di Derry da diversi punti di vista: l'impressione che ne ho ricavato è stata quella di una costante insoddisfazione diffusa in ogni ambito della società nordirlandese, visioni distorte e contorte di un problema agilmente risolvibile ma trasformato in un chimerico arcano. La "siege mentality" è riposta e nascosta nelle menti di ogni abitante della Provincia. La minaccia della violazione della propria intimità è da sempre (e rimarrà) l'incubo ricorrente di tutti gli abitanti nordirlandesi. Tutti gli sforzi compiuti dalle due parti furono (e probabilmente sono) concentrati contro l'autorità insediatasi, sia essa il governo eletto, la polizia o l'esercito britannico le cui azioni possono essere interpretate (spesso a ragione) come atte inevitabilmente a favorire l'altra parte.

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Verso la strage di Derry. Dalla nascita del “Civil Rights Movement” allo scoppio dei “Troubles''.
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