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La tesi del giorno

Il Food Design

Il Food DesignLa cucina e la buona tavola sono argomenti appassionanti: testimoni ne sono l'impazzare dei programmi di cucina, l'impennata negli acquisti di cibo biologico, ma anche le nuove sperimentazioni, che cercano di coniugare in modo fantasioso cucina e scienza.
I ritmi di vita frenetici possono aver diminuito il tempo che si dedica, nell'arco della giornata, al pasto, ma mai è venuta meno la qualità e il legame simbolico e sociale connesso al cibo.

Anzi, come sottolinea la dott.ssa Linda Torregiani nel suo approfondimento sull'esperienza del cibo nella post-modernità, "nell’era del visuale in cui apparire è essere, l’industria alimentare ha recuperato la dimensione estetica della fruizione del cibo e più in generale di tutti gli elementi di valore sociale. I media, sempre più in-formati e in-formanti, hanno sedotto e strumentalizzato il sapere immanente la materia commestibile per commercializzarla e renderla globalizzata, non più come un valore individuale, ma collettivo, sia per quanto riguarda i modi di mangiare, sia i luoghi in cui consumare questo rituale".
Si passa, quindi, da un cibo standardizzato nella sostanza e nell’aspetto, povero o ricco che sia, ad un cibo valorizzato in quello che si potrebbe definire un’estetica dell’interazione polisensoriale, poiché coinvolge interamente i cinque sensi.

Per Torregiani una delle parole chiave di questa nuova forma di mangiare e di comunicare è Food Design, fenomeno esploso negli ultimi anni grazie al recupero del “rito dell’ospitalità” e, soprattutto, al binomio ristorazione e moda.
Sempre più qualificata e all’avanguardia, la cucina è il nuovo fulcro della vita quotidiana e musa ispiratrice delle ultime tendenze in fatto di persone, oggetti, merci ed idee.
Il design intorno al cibo si articola in varie espressioni che, partendo dalla concezione della socialità e del coinvolgimento dei sensi, investono tutto quanto sta attorno all'atto del mangiare: i luogo in cui si mangia - nascono vere e proprie piccole architetture innovative -, la presentazione - un boom di accessori 'stilosi' - ed il cibo - con interazioni tra designer e chef per armonizzare la forma, il colore e il gusto.

A differenza di alcune sperimentazioni industriali sul cibo, sottolinea Torregiani, il Food Design interviene solo sulla forma e non sulla sostanza, rispettando il valore nutrizionale del cibo e la spontaneità del gesto alimentare, anche se nelle sue varianti più immaginifiche: diamanti di zucchero, sigari di frutta esotica, formaggi freschi come creme per il viso, fino alle ricerche più innovative e futuristiche dello chef Ferran Adrià.

"L’opera del cuoco e del designer quindi, anche se teoricamente all’opposto, intervengono simultaneamente nell’immaginario collettivo, plasmandolo a seconda delle diverse esigenze del consumatore post-moderno. L’idea di sperimentazione, quindi, di voglia di stupire a tutti i costi, lascia il posto ad una nuova consapevolezza del corpo e della mente."

Visita la tesi:

L'esperienza del cibo nella post-modernità: il food design
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