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La tesi del giorno

Le streghe post-moderne

Le streghe post-moderne«Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.»
Voltaire

La figura della strega, della donna che incarna il male, l'occulto e la seduzione ha origini antichissime, che precedono il Cristianesimo, ed è presente, anche se in forma diversa, anche in epoca moderna.
Nella tesi Una strega post-moderna: analisi di un racconto di cronaca la dott.ssa Elena Mazzei analizza come la stampa utilizzi la figura della strega nel descrivere fatti di cronaca nera in cui l'omicida è donna. Nello specifico la dott.ssa Mazzei approfondisce il tema della costruzione giornalistica del caso di Novi Ligure, confrontando i vari articoli e titoli di giornale prima e dopo la sconcertante rivelazione della colpevolezza di Erika De Nardo.
Non passa giorno in cui un quotidiano o la televisione non ci avvertono che "un ragazzo di buona famiglia", ha compiuto questo o quel raccapricciante misfatto. [...] È a questo punto che l'informazione, quella che viene dall'alto, si sente incaricata di sostenere l'infinito bisogno di consolazione, di rispondere alle domande che cercano sicurezza e salvare la coscienza di tutti. [...] Tutte queste cause sottendono però in realtà una misera autoassoluzione di massa che assolve tutti cercando di trovare una sola e unica risposta, il capro espiatorio, per quegli atti inumani.

La dott.ssa Mazzei studia come la figura di Erika, descritta come figlia modello e brava studentessa all'indomani della strage, quando si pensava che i colpevoli dell'omicidio fossero due albanesi, venga trasformata in seguito nella figura di una strega moderna, ovvero la donna portata all'eccesso, fredda seduttrice che “incanta” e “soggioga” il fidanzato Omar fino a renderlo complice dell'omicidio della madre e del fratello.
Facendo un paragone, se Erika De Nardo avesse agito allo stesso modo, ma nel 1400, nessuno avrebbe esitato a mandarla sul rogo con tanto di insulti e dannazioni. Oggi invece, lo si è visto abbondantemente, le risposte al suo gesto, all'identità della ragazza, al motivo, sono moltissime. Sono quelle dei mezzi di informazione di tendenza laica o meno, degli psicologi e dei sociologi. In generale si potrebbe dire che oggi, il compito di isolare gli individui non conformi allo stereotipo della normalità, mentre prima dell'illuminismo spettava all'inquisizione, sia ormai passato alla psichiatria.

Tra le numerose influenze culturali che attraversano il mondo di oggi è possibile rintracciare una tendenza, mai sopita, alla credenza di forze originarie come il “bene” e il “male”. Grazie a questa permanenza è possibile trovare un valido collegamento tra le modalità collettive di risposta ad eventi eccessivi, che superano i limiti della ragione, anche tra due tipologie sociali così diverse come quella attuale e quella medioevale. E sono proprio due figure eccessive come Erika De Nardo e la Strega, come referente generale per le moltissime donne che furono accusate di esserlo, che testimoniano il perdurare di un atteggiamento accusatorio e protettivo verso l'irrazionale, il timore mai soffocato di un sopravvento del maligno sul benigno. Molti dei tratti negativi che l'inquisizione e il popolo attribuivano alla strega, sono infatti gli stessi che, in modo molto più “soffocato”, la stampa e i lettori hanno riferito a Erika, a partire dalle sue azioni “ritualizzate” (l'assassinio, il patto, la sessualità) fino alla sua personalità, apparentemente potente e pericolosa (la seduzione, lo sguardo).

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