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La tesi del giorno

I parti con taglio cesareo

I parti con taglio cesareoUna vera battaglia contro il taglio cesareo. E' questa la sfida lanciata dall'ospedale Buzzi di Milano, da sempre all'avanguardia in campo ostetrico-ginecologico, che in poco tempo è riuscito a dimezzare il ricorso alla sala operatoria: le nascite con il taglio, infatti, sono state ridotte al 20 per cento del totale, contro il 40 della media italiana, che nel caso della Campania arriva persino al 60 per cento. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità non si dovrebbe andare oltre il 15 per cento.

Un'emergenza, insomma, che ora una campagna nazionale cerca di affrontare seriamente. Onda, l'Osservatorio nazionale per la salute della donna, ha lanciato lo slogan "Promozione della naturalità del parto" per discuterne e far capire che il cesareo non è il metodo più sicuro, e si tratta pur sempre di un intervento chirurgico, con tutto ciò che ne segue.

Lucia Compare dedica un'interessante analisi a questo fenomeno nella sua tesi "I parti con taglio cesareo: alla ricerca delle determinanti territoriali e sociali". Questo lavoro conferma "l’epidemia di cesarei in Italia e un più alto rischio nelle regioni del sud, nelle strutture private e per tutti i fattori di rischio considerati, cioè all’aumentare dell’età della donna, per i nati di basso peso, per i parti gemellari, per quelli avvenuti prima della 32esima settimana di gestazione e, infine, per le primipare".

La forte eterogeneità territoriale è senza dubbio frutto delle diverse caratteristiche socio-culturali ed organizzative che caratterizzano le regioni, ma "il maggior ricorso alle strutture private riscontrato nella maggior parte delle regioni ad alta frequenza di cesarei non è in grado di spiegare totalmente l’eccesso di tagli cesarei che vi si praticano. Inoltre il fatto che i fattori di rischio abbiano una minore influenza sulla probabilità di subire un cesareo nel Meridione è sintomo di una tendenza, in questa area, ad intervenire con più leggerezza, in modo più indipendente da quello che il caso particolare richiederebbe. Ciò mostra la prevalenza di una ginecologia basata sulle opinioni personali o sugli interessi economici, piuttosto che sull’adesione a protocolli ufficiali, e una maggiore criticità della situazione del Mezzogiorno, dove è evidente che le cure prenatali sono spesso inappropriate".

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I parti con taglio cesareo: alla ricerca delle determinanti territoriali e sociali
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