La tesi del giorno
L'Iran tra repressione e autoritarismo
Discriminazione, repressione, autoritarismo. Nell'Iran di oggi non è semplice vivere, soprattutto se sei contro il regime, se critichi, se manifesti, ma anche solo se se dici quello che pensi. E magari lo fai attraverso l'arte, il cinema, il teatro, la musica.
Ma "l'Iran", scrive
Cristian Balestrino nella sua tesi
Autoritarismo e partecipazione nella Repubblica Islamica dell'Iran, "si differenzia in maniera abbastanza netta dai propri vicini geografici, in particolar modo dal vicino Oriente arabo: per quanto riguarda l’appartenenza etnica, essendo costituito per una buona metà da appartenenti all’
etnia persiana, per la restante parte da popolazione di origine turca e curda. Per ciò che attiene alla sfera religiosa, essendo l’unico grande Paese musulmano a schiacciante
maggioranza sciita".
Un secondo fattore di grande interesse rimane, a trent’anni dalla rivoluzione, "il fatto che sia l’unico Paese in cui il
fondamentalismo islamico (almeno come percepito in Occidente) sia riuscito a prendere il potere e ad instaurare un peculiare sistema di governo".
Ma l’elemento più interessante, molto ben analizzato in questa tesi, è la "forte compresenza, nell’architettura costituzionale iraniana, di elementi decisamente democratici (come l’elezione diretta del capo del governo) con un’
autocrazia religiosa particolarmente potente". Un'analisi attenta sul complicato sistema iraniano e le sue conseguenze sul modo di vivere della popolazione.
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Autoritarismo e partecipazione nella Repubblica Islamica dell'Iran

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