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La tesi del giorno

L'odio verso gli ebrei, una storia infinita

L'odio verso gli ebrei, una storia infinita"La propaganda antisemita orchestrata dal regime fascista iniziò nel 1936, ma anche prima di tale data è possibile rintracciare, nella letteratura italiana, gli stessi stereotipi che portarono all'accettazione delle leggi sulla razza".

Così scrive Emanuela Usai nella sua tesi L'immagine letteraria dell'ebreo: da ''oggetto'' a ''soggetto''. E continua: "A partire dalla seconda metà del XIX secolo si assiste ad un cambiamento dell'antisemitismo da quello storico, di matrice religiosa, che vede nell'ebreo il deicida da convertire forzatamente, a quello moderno, laico, che nell'ebreo vede l'oppositore politico (carbonaro o reazionario a seconda dei punti di vista) il cui unico scopo è l'asservimento delle altre razze".

Un processo ben visibile anche nelle opere di alcuni scrittori italiani - Bersani, Oriani, D'Annunzio e Papini - accumunati (con la parziale eccezione di Bersani) dalla descrizione dell'ebreo come oggetto, cioè "come personaggio che non agisce in prima persona ma le cui azioni, e spesso misfatti, sono visti e raccontati da altri".

Da sempre perseguitati, e denigrati. E ora si scopre che il 44 % degli italiani ha opinioni ostili nei confronti degli ebrei. E sul web, intanto, si diffonde sempre di più l'odio anti-ebraico, attraverso messaggi subliminali. Solo nel nostro Paese, infatti, sono oltre mille i siti che diffondono l'odio antisemita.

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L'immagine letteraria dell'ebreo: da ''oggetto'' a ''soggetto''
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