La tesi del giorno
Sicurezza stradale: introduzione della patente a punti
Nel 2010, sulla base di una stima anticipata, in Italia gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati 207.000 ed hanno causato 3.998 morti e 296.000 feriti con lesioni di diversa gravità.
Ogni giorno, durante il 2010, si sono verificati mediamente
567 incidenti stradali con lesioni a persone, per una media giornaliera di 11 morti e 811 feriti. Rispetto all'anno precedente, nel 2010 si riscontra una diminuzione del 3,9% del numero degli incidenti e del 3,7% di quello dei feriti: un calo più consistente (-5,6%) si rileva nel numero dei morti, il quale fa seguito alla diminuzione del 10,3% registrata nel 2009 rispetto al 2008. L'indice di mortalità, calcolato come rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti moltiplicato 100, è pari, per l'anno 2010, a 1,9 (era 2,0 nel 2009).
Ma non solo: negli ultimi 10 anni
il numero degli incidenti stradali sulle nostre strade è andato sempre
in progressiva diminuizione, toccando l'importante percentuale di
-43,7 rispetto ai dati di inizio decade.
In realtà l'Italia ha mancato l'obiettivo indicato nel 2001 dall'Unione Europea a tutti i Paesi membri, ovvero quello di diminuire del 50% nell'arco di 10 anni il numero dei decessi negli incidenti stradali, ma il -44% fornito dall'Istat è comunque un dato positivo, anche se da migliorare.
Merito della patente a punti?
Claudio Manzan , autore della tesi
Patente a punti e incidenti stradali: un'analisi di intervento, ha risposto a questa domanda utilizzando congiuntamente i dati Istat e della Polizia stradale.
L'effettivo calo di incidenti stradali in Italia è senza dubbio dovuto alle nuove norme in materia di sicurezza stradale approvate dal Senato, che lo scorso luglio ha rettificato il piano di
tolleranza zero nei confronti degli automobilisti colti in stato di ebbrezza o assuntori di sostanze stupefacenti.
Lo studio di Claudio si propone di stabilire se la politica messa in atto dal Governo nel lontano 2003 abbia avuto un impatto statisticamente significativo sul numero di incidenti stradali e sui relativi danni alle vittime. La ricerca dell'autore identifica il principale punto di forze della partente a punti: la formazione e rieducazione stradale.
Tale accorgimento ha permesso di raggiungere una significativa diminuzione degli incidenti, in particolare per ciò che concerne il numero di decessi.
Nel suo elaborato Claudio dimostra come l'
"effetto annuncio" della riforma ha prolungato il potere deterrente del nuovo codice della strada attraverso una campagna mediatica di informazione e sensibilizzazione che evidentemente ha lasciato un segno nel tempo.
Visita la tesi:
Patente a punti e incidenti stradali: un'analisi di intervento

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