La tesi del giorno
L'Argentina di Cristina Kirchner
L’America Latina è l’area nel mondo con la più grande concentrazione di sistemi presidenziali. L’Argentina in questo senso non è un’eccezione. "Nonostante i tentativi di avviare un processo di parlamentarización della propria dinamica presidenziale, culminati nella discutibile riforma costituzionale del 1994", scrive Riccardo Coppola nella sua tesi Il presidenzialismo argentino. Concentrazione dell'esecutivo e sfide istituzionali nell'era Kirchner, "i fatti hanno dimostrato che quello argentino è il caso di un sistema híperpresidencialista in cui, garantita la stabilità democratica formale, manca efficacia di governo e qualità istituzionale".
Negli ultimi anni si è assistito ad una "grande concentrazione di potere nelle mani della Presidente Cristina Kirchner", rieletta per un secondo mandato a furor di popolo, "a scapito del potere legislativo e giurisdizionale".
Nonostante il potere forte, l'Argentina adora la sua
Presidenta: dopo gli anni 2000, anni di liberismo sfrenato che hanno portato alla bancarotta, ha abbracciato una nuova politica protezionistica e statalista, tipica della sinistra peronista, che piace. E sembra funzionare, visto che il Paese è uno dei pochi al mondo che non sta conoscendo crisi. Secondo molti esperti, questo sarebbe dovuto al fatto che fa di testa sua, senza seguire più i diktat del Fondo Monetario e della Banca Mondiale.
Un lavoro ben documentato quello di Coppola, che cerca di indagare qual è il ruolo del peronismo egemonico in questi processi di concentrazione del potere esecutivo, tentando anche un bilancio della gestione Kirchner in rapporto ai processi di ricostruzione democratica dopo gli anni della dittatura militare.
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Il presidenzialismo argentino. Concentrazione dell'esecutivo e sfide istituzionali nell'era Kirchner.

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