Skip to content

La tesi del giorno

Iraq: le barbarie della democrazia

Iraq: le barbarie della democrazia"Le torture inflitte ai prigionieri iracheni misero chiaramente in luce la vera natura della democrazia: in materia di barbarie essa non ha niente da invidiare a qualsiasi altra forma di dittatura".
Questo l'assunto, tanto lapidario quanto veritiero, da cui muove la tesi di Marco Bottazzi.

L'autore si sofferma sugli aspetti più oscuri dell'operazione Iraqi Freedom, che riguarda una guerra iniziata dopo l'11 settembre e che, come molti dei conflitti moderni, in realtà non ha trovato una soluzione netta e definitiva.
Forse perché la scelta di aprire il conflitto contro Saddam Hussein "il dittatore", fin dall'inizio è sempre stata circondata da speculazioni e perplessità, fino alle vere e proprie teorie del complotto, più o meno fantasiose.
L'obiettivo americano infatti era non solo la concreta deposizione di Saddam, ma anche la diffusione tra gli iracheni dei valori della democrazia, della pace e della prosperità.

Bottazzi valuta la guerra in Iraq soffermandosi propri sull'aspetto morale della questione, ovvero sulla qualità del rapporto tra le intenzioni dichiarate dagli Stati Uniti come motivo dell'intervento bellico e i metodi utilizzati ed il risultato raggiunto dopo anni di conflitto.
Quanto l'assunto morale di lotta al terrorismo, liberazione del popolo iracheno e diffusione della democrazia - alla base del conflitto in Iraq, così come di altri interventi - può ritenersi valido?

In particolare Bottazzi approfondisce le vicende più cupe della guerra in Iraq, dalla guerra civile scoppiata a seguito della caduta di Saddam, fino alla pratica delle torture impiegate dai soldati americani.
Bottazzi analizza così quali meccanismi si sono scatenati ad Abu Grahib, concludendo che:
"Quest’orrore parla di qualcosa che sembra appartenere ormai all’altrove: un altrove temporale (secoli bui), geografico (culture primitive), politico (regimi dispotici), morale (differenti sistemi di valori). E, invece, attraverso un metodo di indagine analitico e capillare, condotto su svariati documenti virtuali e cartacei, istituzionali e ricercati, la presente analisi vuole documentare il modo in cui i figli e le figlie delle nostre più antiche democrazie consumarono quella banalità del male (citando Hanna Arendt), che esiste e circola nell’inconscio umano e che, attendendo solo condizioni favorevoli per potersi tradurre nel meccanismo libidico della sopraffazione, ha fatto di Saddam Hussein il termine di paragone morale su cui l’Occidente ha misurato il proprio comportamento".

Immagine: http://cosmopotere.wordpress.com

Visita la tesi:

Iraq: storia di un dramma dalla Seconda Guerra del Golfo al caso Abu Ghraib
Argomento tesi precedente
L'accessibilità dei siti web
Argomento tesi successiva
I licenziamenti collettivi