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La tesi del giorno

WikiLeaks e il segreto di Stato

WikiLeaks e il segreto di StatoTutto è iniziato nell'aprile 2010, quando WikiLeaks ha pubblicato i famosi Iraq War Logs e, nel luglio dello stesso anno, gli Afghanistan War Logs. La diffusione di documenti riservati che rivelavano gravi inadempienze da parte dell'esercito americano nelle guerre in Iraq e Afghanistan creò non poco scompiglio all'interno del governo americano che annunciò l'intenzione di aprire un'inchiesta aggressiva sui vertici di WikiLeaks.
Ma i guai per il governo americano erano solo iniziati. Nel novembre 2010 il sito ha pubblicato 251.287 documenti riservati che hanno come focus l'operato del governo e della diplomazia statunitense nel mondo. Nei documenti era possibile leggere anche le valutazioni e opinioni sul comportamento pubblico e privato dei vari capi di Stato di tutto il mondo. La fuga di notizie ha comportato un certo imbarazzo per Washington, soprattutto a causa dei commenti poco positivi nei confronti di alcuni interlocutori importanti per gli Stati Uniti, come ad esempio il Presidente del Consiglio italiano Berlusconi, il presidente francese Sarkozy, quello russo Putin e quello kazako Nazarbaev.

Si tratta della fine della diplomazia americana? Secondo la dott.ssa Ivana Iudici i media mainstream hanno preso la cosa un po' troppo sul serio, “parlando forse un po' a sproposito di fine della diplomazia, come del resto ha fatto il governo italiano, di sicuro il più agitato di tutti, che con Frattini - il quale pare mancare completamente di senso del ridicolo - ha sentenziato: Assange vuole distruggere il mondo. [...] Ma allora dove sta la verità, il caso WikiLeaks è una bufala clamorosa o la fine del mondo? Un po' pilatescamente verrebbe da rispondere che la verità sta nel mezzo, magari più vicina alla bufala che al disastro paventato dal nostro ministro degli Esteri. Perché il fatto è che questi giudizi, sul nostro e gli altri governi, erano straconosciuti a chi è un minimo esperto di politica estera, non rappresentano nessuna sorpresa dirompente”.
“Forse le rivelazioni di WikiLeaks non avranno scioccato i più cinici, ma sicuramente avrà fatto aprire gli occhi all'opinione pubblica che è stanca delle falsità che ci vengono illustrate. Le reazioni di censura e gli attacchi di ogni tipo contro WikiLeaks e contro il suo portavoce Julian Assange sono fortissime e aggressive, ed il sito web è stato oggetto di denial of service . [...] La portata dell'azione di WikiLeaks non si limita a scombussolare le verità ufficiali dei regimi o a incrinare l'ipocrisia delle relazioni diplomatiche fra nazioni che si odiano. Aprendo gli occhi del grande pubblico, contribuisce a risvegliare l'esigenze di trasparenza e di verità che non appartengono solo a chi come noi crede da sempre, radicalmente, nella completa libertà d'informazione. WikiLeaks risponde a un bisogno diffuso, e lo fa senza venire a patti con la legalità, senza obbedire ai richiami e senza piegarsi di fronte alle minacce.”

Nella sua tesi La ragion di Stato, origine e sviluppo, la dott.ssa Iudici affronta il tema del segreto di Stato concentrandosi sui principi democratici, spesso trascurati, della pubblicità e della trasparenza.
“Il potenziale distruttivo della menzogna politica emerge anche se affrontiamo la questione da un diverso punto di vista. Oltre a eliminare i testimoni dei fatti, i governanti cercano spesso di negare la verità attraverso la manipolazione dei governati. Si tratta di un fenomeno comune sia ai regimi totalitari e alle politiche governative nelle democrazie moderne. La connessione tra menzogna e spoliticizzazione della vita umana emerge anche se consideriamo l'impatto destabilizzante della prima. Le negazione della verità, implicita nella menzogna, esprime il tentativo di ricondurre i fatti alla potenzialità dalla quale originariamente sono immersi. [...] La trasparenza politica presuppone il superamento dell'astratta contrapposizione tra il politico e il sociale, propria nell'età moderna, ciò non è possibile se non è una forma particolare della trasparenza sociale.“

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