La tesi del giorno
La comunicazione politica di Silvio Berlusconi
“Io ho due armi politiche, la tv e la tv. La tv, perché la so usare; e la tv, perché i miei avversari non la sanno usare.”
Charles De Gaulle
“L'entrata in politica di Silvio Berlusconi, è risaputo che ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione in tale ambito. Inoltre, le sue televisioni in primis hanno contribuito a velocizzare un cambiamento radicale già presente nel DNA della società dal dopoguerra ad oggi, un cambiamento che ha portato la gente ad essere sempre più materialista, consumista ed attratta da una comunicazione soft. Non a caso spesse volte si dice che i media sono lo specchio della società.”
Il dott. Marco Cappuccini nella sua tesi La comunicazione commerciale, ovvero come battere Berlusconi alle prossime elezioni affronta il tema della comunicazione commerciale in politica concentrandosi in particolare sulla figura di Silvio Berlusconi che per 17 anni ha dominato la scena politica italiana.
La mediatizzazione della politica ha sicuramente aiutato Berlusconi nella sua ascesa al potere: “era pressoché inevitabile che la politica, si uniformasse ai media ed al loro modo di comunicare.[...] I mezzi di comunicazione di massa, in particolare la televisione per la sua già citata semplicità d'uso, sono ad oggi i protagonisti indiscussi delle vie comunicative, difatti rappresentano una fonte di potere immenso nonché uno strumento di influenza per chi li sa usare o ne ha il controllo; è nei media, in particolare nei salotti televisivi di alcuni programmi tv [...] che si danno annunci (si pensi al famoso Patto con gli Italiani firmato da Berlusconi nel salotto televisivo di Bruno Vespa), si creano alleanze o divorzi, insomma è attraverso i media che prendono vita i fatti della vita pubblica nazionale ed internazionale.”
Ovviamente, come precisa il dott. Cappuccini, la forte influenza dei media nelle decisioni di voto degli italiani non è un fenomeno tutto italiano: “da anni negli USA, in particolare durante le campagne elettorali, gli americani aspettano di vedere giornalisti e uomini di spettacolo come David Letterman, Larry King o Jay Leno che nei loro one man show intervistano i candidati politici di turno e, grazie al loro grande potere mediatico, riescono a promuovere o delegittimare i loro ospiti. Sono passati in questi show, personaggi politici del calibro di Bill Clinton, Barack Obama, Ronald Reagan e Arnold Schwarzenegger. Quest'ultimo in particolare, dalla televisione americana ha avuto la consacrazione da attore di film d'azione a personaggio politico credibile e non è un segreto per nessuno che grazie al suo modo di comunicare gradevole al pubblico nonché alla sua precedente fama di attore, si sia avvalso della televisione per vincere le elezioni e diventare governatore della California. E mentre negli altri stati, in particolare in America, si sperimentano nuove tecniche di marketing, in Italia è dal 1994, anno della sua entrata in politica, che si fa un gran parlare del fatto che Berlusconi abbia avuto un'ascesa così veloce grazie alle sue televisioni.[...] Sebbene la situazione dei media e della libertà di informazione in Italia non rappresenti un caso più unico che raro, è innegabile però che il controllo da parte di Berlusconi, sia direttamente che indirettamente, di una grande parte del sistema mediatico Italiano, rappresenti senz'altro un fatto anomalo: i media, infatti, soprattutto considerato che l'Italia fa parte del “modello mediterraneo” come sottolineato da Hallin e Mancini, possono anche essere usati totalmente contro persone e partiti “scomodi”; possono divenire delle vere e proprie macchine da guerra al servizio di chi le possiede e questo vantaggio rende estremamente potente Berlusconi. E' fuori dubbio, quindi, che il suo saper comunicare commercialmente, aiutato dai media che arrivano ormai a raggiungere chiunque, gli abbia anche fatto ottenere il via libera, anzi di più, l'approvazione ed il sostegno da parte dell'opinione pubblica, al fatto anomalo che un uomo straricco e con il controllo dell'informazione divenisse Presidente del Consiglio.”
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