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La tesi del giorno

Chiesa, economia e politica

Chiesa, economia e politicaVaticano e Stato Italiano convivono all'interno dello stesso territorio, operando in un intreccio di influenze ed interessi non sempre cristallini.
Lo Stato della Città del Vaticano su cui la Santa Sede ha sovranità, nasce con i Patti Lateranensi nel 1929 e, in quanto Stato autonomo ed indipendente, dispone ovviamente di beni e proprietà ed ha un proprio sistema amministrativo e finanziario.

Tommaso Tortarolo nella sua tesi Lo I.O.R. - Implicazioni economiche e politiche ripercorre i rapporti e le interazioni tra politica, economia e la Chiesa in Italia, nel corso del tempo, soffermandosi sulla storia delle istituzioni economiche del Vaticano che gestiscono l'enorme patrimonio della Chiesa Cattolica ponendosi l'obiettivo, spesso mancato, di proteggere i propri interessi mantenendo fede ai valori propugnati dalla Chiesa cattolica.

Uno dei maggiori istituti creati a questo scopo, come racconta Tortarolo, è lo I.O.R. (Istituto per le Opere di Religione) un istituto privato, creato nel 1942 da papa Pio XII, dotato di personalità giuridica ed erroneamente confuso con la Banca della Santa Sede, compito invece svolto dall'APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica).
L'istituto è dunque un ente bancario il quale si dedica al compito di raccogliere beni per la Santa Sede, ma anche a quello di amministrare il denaro e le proprietà ceduti o affidati all'istituto stesso da persone fisiche o giuridiche per opere religiose e di carità cristiana.

Nel corso degli anni però lo I.O.R è stato associato a diverse indagini e rumors su vari casi che hanno interessato il mondo economico italiano e nei quali spesso apparivano nomi rilevanti dello I.O.R..
Solo per citarne alcuni: la scalata a Rizzoli-Corriere della Sera, le logge massoniche, il caso Eni Petronim, la maxitangente Enimont, le implicazioni finanziarie e politiche delle associazioni cattoliche CL e Opus Dei.

"Occorre ricordare", precisa Tortarolo, "che lo Stato del Vaticano non è mai stato inserito nella Black List OCSE", anche se è stato citato in vari processi di riciclaggio.
"Negli ultimi anni Benedetto XVI ha cercato, in parte riuscendoci, di abbattere ogni schermo che potesse far sembrare lo Stato del Vaticano un paradiso fiscale. Per questo ha varato una nuova normativa che recepisce la convezione monetaria firmata con la Ue, l’anno precedente, contro il riciclaggio del denaro sporco e contro il finanziamento al terrorismo. Si tratta del primo passo, l’obiettivo è far entrare la Santa Sede nella «white list» dell'Ocse dei paesi finanziariamente ed economicamente virtuosi".

Visita la tesi:

I.O.R implicazioni politiche ed economiche