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La tesi del giorno

Vampiro: figura antica e moderna

Vampiro: figura antica e moderna"Non si sentiva parlare d'altro che di vampiri dal 1730 al 1735, più se ne bruciavano, più se ne trovavano."
Voltaire

"La figura del vampiro è stata identificata, soprattutto in ambito folklorico, attraverso un'incredibile molteplicità di nomi. Si pensi al termine vrykolakas usato soprattutto in Grecia, o al termine nachzehrer che ha origini polacche, o ancora al termine revenant che indica colui che torna dopo la morte, ma sono moltissime le cosiddette società folkloriche che hanno creduto in una figura vampirica ed essa ha potuto così assumere nomi sempre diversi. [...] Il termine vampiro si diffonde per la prima volta nel continente negli anni venti e trenta del diciottesimo secolo, allorché le allarmanti notizie provenienti dai confini sudorientali dell'impero asburgico attestano una vera e propria "epidemia di vampirismo" in corso nell'Europa dell'est e assumono in occidente una particolare e inaspettata risonanza. [...] L'epoca illuminista è culla di una doppia propagazione, della contemporanea irradiazione di simulacri vampirici e protocinematografici, di pericolosi revenants e di impalpabili spettacoli fantasmatici capaci di scavare nella coscienza più nascosta, oscura e misterica di un'Europa settecentesca apparentemente in grado di rifiutare ogni forma di magia e superstizione perché dominata dalla razionalità."

Nella tesi La condizione vampirica del cinema il dott. Francesco Bresciani analizza la figura del vampiro nel cinema, ripercorrendo le tappe della creazione del mito vampiresco e indagando sulle motivazione del suo successo.
"La metafora vampirica, tanto antica quanto attuale, mi pare abbia l'incredibile capacità di adattarsi ai tempi e ai luoghi come nessun'altra. Essa flirta con le fascinazioni gotiche del passato ma sa anche adattarsi alla modernità. [...] La figura vampirica sembra essere ovunque; a volte si nasconde, a volte appare in tutta la sua oscura suggestione. [...] Il vampiro ha trovato nel cinema una sorta di rifugio confortevole entro il quale poter rivitalizzare il proprio mito, ed è proprio nel cinema che si sublima la sua vocazione erotica di creatura sensuale sempre alla ricerca di nuove avventure amorose."

Nel cinema il vampiro da mostro orrorifico si trasforma in creatura affamata tanto di sangue come d'amore, capace di reprimere i suoi sentimenti in una tenebrosa passione.
Tali caratteristiche sono le più popolari nella figura del vampiro moderno, in particolare in quella raccontata nei romanzi per ragazzi. L'enorme successo del romanzo Twilight di Stephenie Meyer e la sua trasposizione cinematografica hanno introdotto la figura del vampiro come adolescente irrequieto e tenebroso.
La dott.ssa Federica Perrucci nella sua tesi Il linguaggio giovanile oggi: analisi contrastiva del romanzo Twilight e delle traduzioni in italiano e spagnolo studia il linguaggio utilizzato da Stephanie Meyer nel romanzo Twilight incentrandosi principalmente sulla traduzione. Twilight infatti è la storia di un'amore tra due adolescenti di cui uno è un vampiro, all'interno del libro prevalgono quindi espressioni di slang giovanile, anche se, come puntualizza la dott.ssa Perrucci "il testo in analisi rappresenta una piccola eccezione. In effetti, dal momento che il protagonista maschile è nato agli inizi del XX secolo e quella femminile viene classificata come giovane matura, bisogna stare attenti a distinguere ciò che è realmente linguaggio giovanile (per i nostri tempi), e ciò che invece è legato a queste caratteristiche intrinseche dei protagonisti."

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