La tesi del giorno
Argentina, dalla crisi del 2001 al benessere di oggi
Nel 2001 l'incubo peggiore: il default, l’assalto alle banche, la recessione, la povertà a tutti i livelli, la disoccupazione e la rabbia sociale che esplodeva ovunque, anche nelle strade. Oggi l'Argentina è profondamente cambiata da allora.
Il Pil è intorno all'8%, il tasso di disoccupazione è sceso dal 25% del 2002 al 7,5%, il reddito medio è tornato ai livelli pre-crisi e per qualche categoria è persino cresciuto, attestandosi attorno ai 7400 dollari pro capite. Ma a fare la differenza e a rilanciare questo strardonario Paese sono state le sue immense
risorse naturali. Buenos Aires ha detto no alla finanza e alle speculazioni dei mercati e ha puntato tutto sull'agricoltura. E i risultati si vedono.
Il nostro autore
Emanuele De Giovanni, nella sua tesi
Argentina, dal decennio precedente la crisi alla situazione attuale, ha passato in rassegna in un lavoro documentato e approfondito la situazione economica argentina, con tutte le fasi che l’hanno caratterizzata, dagli anni ’80 alla situazione attuale.
In particolare, si è focalizzato sulle cause che hanno portato alla crisi economico-finanziaria dell’inizio del millennio e i motivi che hanno consentito a questa economia di ricominciare a crescere e a risollevarsi.
"Tra le ragioni dello scoppio della crisi", scrive De Giovanni, "la più influente è stata l’adozione del
currency board che fissava il cambio fisso peso/dollaro a 1 a 1 e ha creato gravi dissesti finanziari. Ha giocato un ruolo importante nella crisi anche il
Fondo Monetario Internazionale, che con l’obbligare il governo ad adottare determinate politiche ha aggravato la situazione già compromessa, rendendola irrimediabile".
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Argentina, dal decennio precedente la crisi alla situazione attuale

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