La tesi del giorno
L'AIDS in Africa
"L'AIDS è ben più di una malattia che colpisce il corpo umano. Non si risolve nel semplice campo della medicina, ma unisce tutti i livelli della vita dell'essere umano. L'AIDS agisce nella sfera politica, economica, sociale, e culturale, agisce tanto nel pubblico quanto nel privato, a livello personale, familiare, per raggiungere la comunità, la nazione, e tutti i continenti."
Nella sua tesi 90 secondi. L'HIV/AIDS in Africa. I Casi Nigeria e Sudafrica. il dott.Stefano Todde analizza il problema dell'AIDS/HIV nel mondo per poi concentrarsi sull'epidemia della malattia in Nigeria e Sudafrica.
"La scelta di confrontare la situazione dell'epidemia in questi due Paesi viene dall'importanza strategica che questi rivestono all'interno del continente africano. Da una parte abbiamo la Nigeria, una potenza regionale, che ogni giorno di più aumenta la propria influenza nell'area Occidentale dell'Africa Subsahariana e che rappresenta anche la nazione più popolosa del continente. Dall'altra il Sudafrica, nazione che svolge un'influenza su tutto il continente africano, oltre che Paese più ricco dell'Africa Subsahariana. Il Sudafrica rappresenta il Paese col più alto numero di sieropositivi al mondo; segue subito dopo la Nigeria. I due giganti d'Africa sono tra loro in una costante sfida per l'egemonia sul continente Africano, esercitano un'influenza considerevole sui loro Paesi vicini e sull'intera Africa, e in quanto tali, giocano un ruolo fondamentale anche nella lotta all'HIV/AIDS."
Nel suo elaborato il dott. Todde indaga sulle cause che hanno portato a una maggiore diffusione del virus dell'AIDS/HIV nel continente africano e tra queste c'è sicuramente la povertà: "l'AIDS è una malattia economica. Alcuni anni fa il presidente del Sudafrica, Thabo Mbeki, guardando la cartina geografica dell'epidemia di HIV/AIDS si accorse con facilità come la maggior parte dei casi si verificasse nei Paesi più poveri, e sopratutto in Africa, dove ad oggi, il 47% della popolazione vive in stato di estrema povertà, con meno di 1$ al giorno e dove si contano oltre 22 milioni di persone infette, vale a dire il 67,5% dell'intera popolazione mondiale che vive con l'HIV/AIDS. Se la causa biologica dell'AIDS è il virus dell'HIV, la povertà ne è la causa sociale. È innegabile che esista un circolo vizioso. Se la causa dell'AIDS è il virus dell'HIV, la causa maggiore della diffusione del virus è la povertà. L'AIDS introduce maggiore povertà in termini di morti, di spese, di diminuzione della produttività, diminuzione della ricchezza e così via."
Nella diffusione del virus nel continente africano ha giocato un ruolo decisivo la poca attenzione da parte della classe dirigente e politica: "l'AIDS è una malattia della politica perché è la classe dirigente degli ultimi due decenni che ha fatto si che questa epidemia si potesse espandere a questi livelli. Se inizialmente il giusto allarmismo aveva portato ad una restrizione del diffondersi dell'epidemia nel mondo Occidentale, è stato invece l'aver negato il pericolo o l'averlo sottovalutato da parte di una classe politica spesso troppo corrotta e poco interessata al bene della propria popolazione, ma soltanto al proprio tornaconto personale e a quello dei propri clienti, che ha portato in un decennio il continente africano ad essere la regione del mondo col maggior numero di sieropositivi, di decessi per cause collegate all'HIV/AIDS, e di nuovi contagi."
Non bisogna dimenticare il forte impatto della malattia sullo sviluppo della società africana: "l'AIDS è una malattia sociale. L'epidemia ha un impatto devastante soprattutto tra i più giovani ed i bambini. In altri termini, l'epidemia ha un impatto devastante non tanto sul presente, ma quanto sul futuro della comunità che ne è colpita, se non dell'intera nazione. [...] l'epidemia sta colpendo le generazioni che sono artefici dello sviluppo del proprio Paese, i giovani che hanno magari ricevuto un'istruzione e che stavano costruendo quel tessuto economico e sociale necessario per lo sviluppo. A tutti i livelli, l'epidemia di HIV/AIDS crea dei vuoti difficili da colmare."
"L'AIDS, infine, è una malattia culturale. Quale persona infatti, se fosse a conoscenza di come prevenire la trasmissione del virus e se fosse consapevole delle conseguenze che l'AIDS ha sulla vita, metterebbe se stessa a rischio? Nel mondo Occidentale, i numeri dell'epidemia sono dovuti soprattutto dalla trasmissione del virus attraverso rapporti sessuali non protetti. In questa parte del mondo, l'ignoranza sui metodi di trasmissione del virus sembra dunque essere la causa principale della diffusione dell'epidemia. Ma in paesi come quelli africani, abbiamo visto che assieme all'ignoranza, grande peso ed influenza hanno le pratiche culturali tradizionali, oltre che al ruolo delle Chiese. La cultura è al centro della diffusione del virus. La cultura ha dunque un ruolo centrale nella diffusione dell'epidemia, perché è la cultura a muovere i comportamenti delle persone, e sono gli errati e pericolosi comportamenti delle persone a far si che il contagio avvenga e l'epidemia si diffonda."
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