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La tesi del giorno

Christa Wolf e il mito di Pentesilea

Christa Wolf e il mito di PentesileaÈ difficile essere un intellettuale nella DDR, tanto più se sei una donna.
Christa Wolf esprime appieno il disagio dell'intellettuale che vive nel pieno della Germania socialista e che si entusiasma per l'utopia di un mondo senza diseguaglianze, tra uomini e donne e tra lavoratori, dove l'intellettuale si unisce all’operaio per creare uno Stato in cui si fondino lavoro e cultura e sboccino immensi fermenti creativi.

Allo stesso tempo la Wolf, nonostante questa sua partecipe adesione al socialismo ed alle sue iniziative culturali, avverte la sensazione di vuoto presente dietro la facciata di falsa sicurezza della DDR. Emerge così, nei suoi scritti, la sofferenza per la mancanza effettiva di libertà di espressione che la condiziona.
Così in uno spasmo di ribellione, esaspera il suo modo di vedere e di vivere, rendendosi scandalosa agli occhi degli altri.

Nel bell'approfondimento di Federica Denaro, si ritrovano proprio queste caratteristiche dell'intellettuale tedesca, che emergono decisamente nelle scelte tematiche delle sue opere, che hanno sempre una valenza politica.
Denaro ripropone così uno dei miti preferiti della Wolf, il mito di Pentesilea, regina delle Amazzoni, e di Achille, l’eroe greco che determina la sorte finale della città di Troia.

La Wolf attraverso questo mito si interroga sull'identità femminile, messa a tacere da secoli di dominio patriarcale, sfruttando il valore allegorico del mito e ridisegnando il passato in funzione di una riflessione sul presente.
Come sottolinea la Denaro, la Wolf si identifica in parte nella figura di Pentesilea e "si dichiara affascinata dalla regina delle Amazzoni, e vede la drammaticità della mancanza di alternative, di una via d’uscita che le possa permettere di sopravvivere all’interno del suo mondo, poiché anch’essa si trova stretta tra le regole ferree del suo stato, costretta ad avere la meglio su Achille o a morire per mano di lui".

Pentesilea nella Wolf incarna quindi una delle possibili vie di reazione al sistema patriarcale.
Eppure lo scopo finale di questa rielaborazione del mito, conclude la Denaro, è sempre in linea con gli intenti utopici della Wolf: "Ella ritiene sia importante la realizzazione di un’emancipazione che coinvolga entrambi i sessi, che crei uno spazio di uguale peso in cui ci sia un’eguale distribuzione dei doveri, senza mettere in secondo piano quelli femminili: l’uomo non deve essere l’unico modello, ma lo può essere insieme con la donna, in una nuova convivenza, lontana dal continuo conflitto per il superamento del partner".

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Per approfondire puoi consultare anche gli appunti di Federica Maltese su Christa Wolf
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