La tesi del giorno
La gravidanza in adolescenza
La decisione del British Pregnancy Advisory Service di offrire gratuitamente per tutto il periodo natalizio la pillola del giorno dopo alle donne che ne faranno richiesta ha scatenato non poche polemiche.
Oltre alle ovvie proteste dei movimenti pro-life, molti ritengono che tale iniziativa possa incoraggiare comportamenti sessuali sbagliati e poco prudenti ed esponga quindi le donne ai rischi connessi alle malattie sessualmente trasmissibili.
Lo scopo di tale iniziativa è in realtà fornire un ulteriore aiuto alle donne che vogliono prevenire una gravidanza indesiderata, soprattutto nel caso delle donne più giovani. Considerando il panorama europeo, la Gran Bretagna ha il tasso più alto di gravidanze in adolescenza, inoltre solo il 4% degli adolescenti sessualmente attivi afferma di utilizzare un qualsiasi metodo contraccettivo.
Ma qual è la situazione in Italia? Nella sua tesi La maternità in adolescenza: fattori di rischio e di protezione e modelli di intervento la dott.ssa Giuditta Voltolin afferma che “in Italia il fenomeno delle madri adolescenti è invisibile socialmente e statisticamente”.
“La gravidanza e la maternità in adolescenza rappresentano un fenomeno che interessa più campi e può quindi essere affrontato da una molteplicità di punti di vista.
Il sistema più ampio dentro al quale si ascrive questo fenomeno è quello culturale. Esistono, culturalmente, due modi di considerare la gravidanza in adolescenza: uno “positivo” e l'altro “negativo”. Nei paesi in via di sviluppo la gravidanza in età molto precoce è non solo culturalmente accettata, ma anche incoraggiata. [...] Nei paesi più industrializzati, invece, il fatto che una giovane rimanga incinta prima della maggiore età, o comunque in età adolescenziale, è considerato un problema sociale di varia intensità a seconda del contesto: nel nostro Paese è un fenomeno di discreta rilevanza, mentre negli Stati Uniti è ormai considerato alla stregua di un allarme sociale. In questa cultura esiste un intervallo di alcuni anni, socialmente accettato, che intercorre tra il menarca e la prima maternità. [..]
Dal punto di vista sociale, emergono significative differenze anche all'interno di sistemi culturali “simili”, come sono quello statunitense e quello italiano. Le gravidanze adolescenziali rappresentano per gli Stati Uniti un fenomeno particolarmente grave: adolescenti che rimangono incinte negli Stati Uniti sono prevalentemente di colore, di classe economica bassa e prevedibilmente avranno un'ulteriore gravidanza nel corso della loro adolescenza. Nel nostro Paese la tipologia è profondamente diversa: le ragazze provengono in larga misura da famiglie di classe media, e quasi sempre ricevono un aiuto e un sostegno dalle famiglie di origine. [...] Quindi in Italia i rischi sembrano essere connessi a fattori sociali e psicologici piuttosto che a fattori medici, come conseguenza della presenza della famiglia d'origine, che sembra incidere profondamente sulla regolarità dei controlli ostetrici”.
E' proprio sugli aspetti psicologici e sociali della maternità in età adolescenziale che si concentra lo studio della dott.ssa Voltolin: “l'intrecciarsi delle complesse dinamiche della gravidanza con i cambiamenti tipici della fase adolescenziale rende particolarmente difficile la costituzione dell'identità materna, poiché va a sovrapporsi a quella dell'immagine di sé come donna anziché esserne la naturale continuazione. [...] Le madri adolescenti, ancora coinvolte nelle dinamiche di separazione e individuazione dalle figure genitoriali, non riescono a dare spazio all'esperienza di maternità, che interviene spesso in modo imprevisto e non voluto. [...] Si può affermare che le adolescenti vivono in modo difensivo l'esperienza della gravidanza e della maternità, verso le quali mettono in atto meccanismi di distanziamento emotivo e di negazione. I cambiamenti psicologici che avvengono nel corso della gravidanza spesso non vengono accettati e l'intera esperienza di maternità non evidenzia processi di mentalizzazione. Sovente l'insoddisfazione nei confronti del futuro ruolo genitoriale che le attende, viene attribuito anche alle proprie figure materne, che sono spesso ambivalentemente riattivate nella loro funzione materna di cura e di protezione”.
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