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La tesi del giorno

Noriega: Panama, la dittatura, la Cia

Noriega: Panama, la dittatura, la CiaLa guerra di Panama è il primo intervento militare dell’era post-bipolare. Nel dicembre 1989 il confronto Usa-Urss si sta ormai esaurendo, e la Casa Bianca ha bisogno di rivedere la sua propaganda, e in particolare il modo in cui viene definito il nemico, che a questo punto non può più essere identificato con l’Unione Sovietica.

Per queste ragioni, la guerra di Panama rappresenta il primo conflitto del dopoguerra in cui la propaganda statunitense è centrata su un nemico individuale: questo nemico si chiama Manuel Antonio Noriega, che oggi, a 77 anni, è stato consegnato alla polizia panamense dopo l'estradizione dalla Francia, dove stava scontando sette anni di detenzione per droga, dopo i 21 già passati dietro le sbarre negli Usa.

La nostra autrice Federica Sbaffo, nella sua tesi La stampa italiana e le guerre di Grenada (1983) e di Panama (1989), scrive: "Nei giorni dell’intervento armato, il principale strumento di cui il governo Usa si serve per rendere il conflitto accettabile e legittimo agli occhi dei cittadini statunitensi è proprio il modo in cui Noriega viene presentato. L’obiettivo della propaganda americana è chiaro: dipingere Noriega come un dittatore che governava il Paese attraverso l’uso sistematico della forza e che perseguita i suoi oppositori e i leader eletti democraticamente dal popolo. Ma anche un delinquente che si è arricchito con i soldi del narcotraffico, un cocainomane, un "bevitore compulsivo” e un uomo immorale, adultero, fruitore di pornografia e frequentatore di prostitute. Un dittatore sanguinario che non deve più essere lasciato libero di governare".

Dal 1967, Noriega è sul libro paga della Cia e quando nel 1975 George Bush diventa capo dei servizi segreti statunitensi, diventa il più prezioso agente per l’America Centrale. Il suo stipendio, "250 mila dollari annui versati in Svizzera, gli permette di porre le basi del suo impero finanziario: in breve tempo, Noriega, soprannominato cara de piña, "faccia d’ananas", per il suo volto butterato dal vaiolo, diventa uno dei maggiori narcotrafficanti in circolazione; mentre Panama diventa il principale punto di passaggio della droga che dalla Colombia, dove si sta affermando il cartello di Medellin, raggiunge gli Stati Uniti".

Quando assume di fatto il controllo di Panama, la Cia continua a fidarsi del generale ed è disposta a sorvolare sulle sue attività collaterali, il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco. Ma quello della droga non è il solo traffico in cui il dittatore è coinvolto: "in collaborazione con l’israeliano Mike Harari, giunto a Panama nel 1979, gestisce anche un ingente traffico di armi, in due direzioni. Da un lato, attraverso Panama passano le armi sovietiche e cubane destinate in Nicaragua e ai ribelli del Salvador; dall’altro, quando il colonnello statunitense Oliver North si reca a Panama City per concordare con Harari la vendita di armi ai contras, Noriega non si tira indietro. Il doppio gioco nel traffico di armi è però il primo errore che commette, sostenendo la guerriglia anti-imperialista proprio mentre la Cia lo paga per assicurarsi la sua fedeltà".

Il secondo errore è anch’esso legato al Nicaragua e Noriega lo commette quando respinge la richiesta avanzata dal governo statunitense di aiutare concretamente i contras nella guerra contro i sandinisti: in quell’occasione “faccia d’ananas” si rifiuta di obbedire a Washington, e Washington non lo perdona.

"Quando nel 1986 scoppia lo scandalo Irangate, il governo statunitense decide di aprire gli occhi sulle attività collaterali del generale e lo accusa pubblicamente di essere coinvolto nel traffico di droga". Nel marzo 1988, il governo Usa congela i depositi del governo panamense nelle banche nordamericane e impone sanzioni economiche che comprendono anche la sospensione dei pagamenti per le operazioni nel Canale, e, sempre nel 1988, un tribunale di Miami incrimina per traffico di droga quello stesso Noriega che nel 1986 era stato lodato dal direttore della Dea (Drug Enforcement Agency) per la sua efficace politica contro i trafficanti di droga".

Visita la tesi:

La stampa italiana e le guerre di Grenada (1983) e di Panama (1989)