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Gli stereotipi di genere nel mondo delle bambine

Da principesse a padrone di se stesse

Con le principesse del nuovo millennio l'emancipazione della donna può considerarsi realizzata: le protagoniste sono delle vere e proprie eroine, padrone di se stesse, un modello di indipendenza e libertà per tutte le bambine del mondo.

La prima è la protagonista del lungometraggio La principessa e il ranocchio (2009): Tiana, la prima principessa Disney di colore, e anche la prima in carriera. Tiana non nasce principessa, ma è un'umile ragazza con un sogno: aprire un ristorante. La sua storia si intreccia con quella di un principe viziato, di cui lei cambierà il cuore. La giovane non sogna l'amore, non lo cerca, il suo unico desiderio è quello di avere un ristorante suo e lavora duramente per realizzarlo. Non cerca scorciatoie perché le è stato insegnato che solo con l'impegno e il sacrificio si raggiungono i risultati: non si può attendere che i propri desideri vengano esauditi, bisogna lavorare per il proprio successo. In comune con le altre principesse ha la bellezza, le virtù, prove da superare e un principe da sposare; ma, a differenza loro, non vuole tutto ciò. Quello che desidera Tiana è la realizzazione professionale.

Nel 2010 debutta sul grande schermo Rapunzel: una principessa perfetta. È bella, buona, ingenua, completamente inesperta della vita, fiduciosa nel destino. È una principessa, ma non lo sa perché è stata rapita da una strega che sfrutta i suoi poteri magici, che la ragazza non sa nemmeno di avere. Un giorno si consegna nelle mani di uno goffo sconosciuto che la libera dalla torre e le fa scoprire la sua vera natura. Raperonzolo subisce un'evoluzione nel corso del film che viene sottolineata dal cambio finale del suo look: i lunghi capelli biondi vengono tagliati, lasciando il posto a un taglio maschile. Alla fine si scopre una giovane coraggiosa, avventurosa e curiosa, pronta a sacrificare la propria vita. I ruoli tradizionali vengono sconvolti: è lei ad affrontare la strega per salvare il cavaliere, è lei a sacrificarsi per lui, è lei a elevare l'uomo al rango nobiliare, è lei a prendere l'iniziativa del primo bacio. Raperonzolo è una principessa al passo coi tempi.

Due anni dopo, esce Ribelle. La protagonista è Merida, una ragazza che non risponde ai canoni di bellezza delle altre principesse: viso arrotondato e infantile, capelli rossi e voluminosi, fisico da adolescente, movenze goffe. La giovane rivendica il suo diritto di avere una vita da single: suo padre infatti vuole trovarle marito, ma lei non sogna l'amore, anzi lo respinge. Per questo motivo entra in contrasto con la sua famiglia, non per capriccio (come Jasmine), ma per profonda convinzione, lottando per la sua libertà. Battendo tutti i suoi pretendenti in una gara di tiro con l'arco, si dimostra più forte di un uomo e rivendica il suo diritto di essere femmina senza grazia e bellezza, ma non per questo meno donna. Merida combatte perché ogni donna possa essere libera di comportarsi in modo poco femminile, dunque impone nuovi parametri di femminilità. Lotta da sola per il proprio destino, per costruirsi la sua felicità e diventare ciò che vuole.

Con Merida la Disney propone un nuovo modello di donna per le bambine di oggi: le esorta ad essere coraggiose, ad avere grandi aspirazioni e a lottare per cambiare ciò che non va; insegna loro che la bellezza fisica non è tutto nella vita e che si può vivere bene anche senza un principe. La visione della principessa classica viene stravolta in favore di una rappresentazione più realistica e più educativa.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Gli stereotipi di genere nel mondo delle bambine

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Informazioni tesi

  Autore: Rachel Pignataro
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze politiche, economiche e sociali
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Luisa Maria Leonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

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