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Ruolo dei costrutti psicologici nella condotta suicidaria in adolescenza. Indagine sulla relazione tra i livelli di autostima, disperazione, depressione e il rischio suicidario nella popolazione adolescenziale

Disperazione o Hopelessness

L’hopelessness, letteralmente “senza speranza”, è un costrutto psicologico alla base di diversi disturbi mentali e fa riferimento agli schemi cognitivi che hanno alla base l’aspettativa negativa verso il futuro.
I soggetti “disperati” ritengono che niente si rivolgerà a loro favore, che non avranno mai successo nel corso della vita, che i loro obiettivi importanti non saranno raggiunti e i loro problemi mai risolti.
Questa definizione di hopelessness corrisponde alla terza componente della triade negativa del modello cognitivo della depressione di Aaron T. Beck composta da: una visione negativa del sé; una visione negativa dell’andamento del presente; una visione pessimistica del futuro.

La disperazione è un costrutto psicologico che può essere alla base di vari disturbi psicologici e sintomi correlati come ad esempio: depressione, suicidio, schizofrenia, alcolismo e sociopatia. Un individuo considerato come disperato presenta pessimismo riguardo alla possibilità di ricevere soddisfazioni in futuro e crede che nella propria vita nessun evento positivo gli potrà accadere.
L’hopelessness ha un’utilità clinica per la valutazione e predizione del suicidio. La disperazione e la depressione sono due costrutti psicologici molto correlati. La disperazione è spesso osservata in soggetti depressi, ma non è una componente necessaria della depressione; una teoria che supporta questo dato di fatto è quella di Abramson della depressione senza speranza.

Secondo lo studioso la disperazione è una causa prossimale dei sintomi della depressione senza speranza e la tendenza al suicidio è un sintomo particolare di questa forma di depressione. È possibile trovarsi di fronte a dei pazienti considerati disperati ma non depressi, con un’alta ideazione suicidaria.

Secondo Beck e Wenzel, la disperazione ha un ruolo cruciale nella condotta suicidaria affermando che la sua valutazione iniziale è il passo più importante per la prevenzione di gesti estremi. Dello stesso parere è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che riconosce la disperazione come un importante fattore di rischio di suicidio e raccomanda la sua valutazione in ottica di prevenzione.
Beck e altri hanno osservato e descritto il processo suicidario che inizia con l’ideazione suicidaria e finisce con l’esecuzione materiale.
Uno studio follow-up del 2006 si è concentrato sui predittori del tentativo di suicidio, prendendo in considerazione gli atteggiamenti disfunzionali, disperazione, ruminazione e stili cognitivi negativi. Dallo studio è emerso che la presenza e la durata dell’ideazione suicidaria era previsto in modo prospettico dalla disperazione e dalla ruminazione. Pertanto, risulta che la mancanza di speranza, la depressione e il rischio suicidario siano strettamente correlati.
Stotland investigando su una serie di suicidi avvenuti in ospedali psichiatrici identificò la disperazione come un elemento cruciale nei pazienti suicidari. Il sentimento prevalente è il sentirsi intrappolati in una situazione in cui non si nutre speranza. Nella popolazione generale si è osservata una forte associazione negativa tra la mancanza di significato della vita e il rischio suicidario.

In uno studio del 1998 è stata analizzata la relazione longitudinale di fattori psicologici e socio-ambientali con l’ideazione suicidaria adolescenziale per un periodo di un anno in un campione di 374 studenti delle scuole superiori.
Gli studenti sono stati valutati due volte in un periodo di un anno con strumenti di misurazione della depressione, della disperazione, di eventi di vita negativi principali, di problemi quotidiani, di sostegno sociale e ideazione suicidaria.
I cambiamenti nella depressione e nella disperazione erano significativamente correlati ai cambiamenti nell'ideazione suicidaria nell'intervallo di un anno per maschi e femmine. Gli studi effettuati hanno dimostrato che l’hopelessness è altamente correlata con l’intenzionalità suicidaria e, in misura minore, con la depressione.
In più, la disperazione è stata frequentemente identificata come predittiva di ideazione suicidaria piuttosto che la sola depressione. I pazienti che mostrano livelli da moderati a gravi di hopelessness dovrebbero essere valutati attentamente per il rischio di commettere il suicidio.

Informazioni tesi

  Autore: Jares Monti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Giuseppe Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

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