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APPROFONDIMENTI

Ambiente e Comunicazione ambientale

01/10/2007

Ambiente e Comunicazione ambientaleMolti temi e problematiche possono essere accostati al concetto di salvaguardia del patrimonio ambientale, specie in questo momento storico-sociale in cui dati poco incoraggianti provenienti dalla comunità scientifica mettono in guardia sempre più frequentemente sui rischi connessi allo sfruttamento indiscriminato a danno degli elementi naturali.
Se i suddetti temi sono di stretta attualità, la comunicazione rispetto ad essi è oggi una variabile indubbiamente strategica sia per le amministrazioni locali e centrali che per il mondo dell’imprenditoria; inoltre essa è un forte strumento in mano a quei soggetti che giornalmente combattono per prevenire o arrestare ogni tentativo di sfruttamento indebito dell’ambiente e di contaminazione dell’habitat umano. Informare la comunità sulle proprie iniziative e renderla partecipe delle proprie azioni è per queste associazioni un fattore chiave per la creazione di consenso diffuso e per aumentare la visibilità e la legittimazione sociale del loro operato.
Greenpeace e WWF sono certamente gli esempi più rappresentativi di questo associazionismo ambientale in quanto godono del supporto di milioni di persone tra attivisti, associati e sostenitori in tutto il mondo, coprono il territorio in maniera capillare e vantano un’esperienza nel settore ultra quarantennale.
Due delle molte campagne promosse da questi soggetti sono accomunate dal sostegno fornito per l’approvazione di un progetto di regolamentazione delle sostanze chimiche usate nella produzione dei beni di largo consumo. Tale proposta prende il nome di Reach, è stata approvata dal Parlamento Europeo il 18 dicembre 2006 ed è in vigore dal 1 giugno scorso. Reach si prefigge di regolamentare, valutare e autorizzare tutti i composti chimici in circolazione nel mondo industriale in maniera tale che vengano prodotte soltanto merci sicure per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Le campagne che ho analizzato nel corso della mia tesi (capitoli 3 e 4) ovvero la Toxic Campaign di Greenpeace e la Campagna Detox di WWF denunciano una contaminazione umana ben più grave di quella che era preventivabile in quanto inizierebbe già nel grembo materno attraverso il cordone ombelicale.
Tracce di metalli pesanti, ritardanti di fiamma, acidi e quant’altro sono stati riscontrati nei blood test (test del sangue) a cui molti personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e dell’informazione si sono sottoposti.

Nel contesto informativo nazionale, dove la notizia di carattere ambientale (e non solo) viene svuotata del contenuto strettamente formativo (cause e possibili soluzioni del problema) a causa di una propensione al sensazionalismo e al catastrofismo, la comunicazione ambientale può svolgere un duplice e fondamentale ruolo di soddisfazione di bisogni conoscitivi in ordine a questioni ambientali delicate e di coinvolgimento che spinga all’assunzione di uno stile di vita più consono e rispettoso del nostro habitat.


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