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APPROFONDIMENTI

Sicurezza sul lavoro, persone e agricoltura: sguardo di sintesi

30/06/2011

Sicurezza sul lavoro, persone e agricoltura: sguardo di sintesiLa sicurezza sul lavoro è connaturata all’uomo in quanto lavoratore. Essa concettualmente esprime un diritto di tutela della persona, ma anche un dovere per il datore di lavoro e per il lavoratore stesso, verso sé stesso e verso gli altri, che si deve sviluppare e raggiungere a monte e a valle del processo lavorativo.
In una visione del lavoro quale mezzo per la piena realizzazione dell’uomo (lo ricorda prepotentemente la nostra Costituzione, che all’art. 1 declama che la nostra “Repubblica… è fondata sul lavoro…”), la sicurezza sul lavoro, intesa come insieme di norme e come cultura, è uno strumento che contribuisce ad apportare benessere, per i singoli e per la collettività e stabilisce il riferimento alla persona come figura cardine del lavoro e, quindi, dell’economia. Porre l’uomo al centro dell’economia vuol anche dire condurlo ad assumere la responsabilità del proprio agire, idea introdotta nel D.Lgs.81/08 che stabilisce la tutela dei diritti sulla sicurezza dei lavoratori, intesi come co-partecipi in una comunità attiva di lavoro: l’impresa.

Il tema della sicurezza nel mondo del lavoro è di centrale attenzione negli ultimi anni per l’opinione pubblica e l’analisi dei settori testimonia che il settore dell’agricoltura non è esente da rischi per la salute dei lavoratori. Esso presenta un rischio molto elevato (in Italia, ma la situazione europea non è molto difforme) con un indice di frequenza di infortuni e di conseguenze (infortuni con postumi permanenti, decessi, malattie professionali) maggiore rispetto alla media.
I motivi di ciò sono dovuti soprattutto alla recente specializzazione, all’impiego di macchine sofisticate, alla natura del territorio e all’utilizzo di prodotti talvolta tossici, ma anche ad errori umani e a carenze organizzative.
La prevenzione sull’ambiente di lavoro e sull’uomo è il principale strumento per ridurre al minimo il verificarsi di infortuni anche in agricoltura, settore nel quale si registrano il rischio incendio, il rischio impianti, il rischio chimico, il rischio macchine, il rischio biologico, più altri rischi agricoli specifici quali ad esempio movimentazione manuale dei carichi, postura, microclima, macroclima, esposizione alla luce solare, polveri, rumore, vibrazioni, rischio di investimento da macchine e da animali, suolo, ecc.

In quest’ottica si è inserito nella legislazione italiana il citato Testo Unico sulla Sicurezza - D. Lgs.81/2008 che ha abrogato e accorpato tutte le norme sorte dagli anni’50. Rispetto alla precedente normativa, concettualmente, ha inasprito le sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le regole (interdizione dell’attività lavorativa e introduzione della fattispecie dell’omicidio colposo), ha esteso la tutela al datore di lavoro e ai suoi collaboratori di ogni tipo (precari, parasubordinati, lavoratori a tempo determinato, a domicilio, stranieri) e quindi toccando da vicino anche l’agricoltura tradizionalmente organizzata in imprese monopersona o familiari, ha sviluppato un concetto di salute come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (concezione positiva) e non solo come assenza di malattia e d’infermità, ha richiesto una maggiore formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro.
La formazione dunque è vista anche come uno degli strumenti di prevenzione, perché solo una persona informata ed adeguatamente formata è in grado di assumere piena consapevolezza della sua posizione, dei rischi che corre, delle misure di prevenzione e protezione che sono state predisposte, e può avere, di conseguenza, un comportamento attivo nei confronti del rischio e dell’ambiente di lavoro nel suo complesso.
Le aziende sono fatte di persone e allora non è possibile trascendere dall’analizzare l’importanza del fattore umano nella questione della sicurezza. Ad esempio interessante è la percezione del rischio da parte dei lavoratori che non sempre collima con le pratiche realmente più rischiose. In agricoltura il rischio maggiormente percepito è quello di infortunio, mentre il rischio chimico/biologico e il rumore sono percepiti in misura minore, pur contando numerose vittime e postumi permanenti seri. Una corretta comunicazione del pericolo determina un adeguato livello di percezione del rischio. La percezione è correlata al rischio, alla rischiosità e all’attenzione, altro elemento che introduce l’errore umano come componente determinante. Che cosa può determinare un errore umano? Sicuramente una disattenzione, ma anche la fretta, un eccesso di confidenza, l’utilizzo di materiali, macchine o processi produttivi non adeguati o dei quali si ha scarsa conoscenza, la modifica autonoma o artigianale delle funzionalità e delle caratteristiche di un materiale, o di un’attrezzatura, o di un processo, il non effettuare e/o non gestire correttamente le operazioni di manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria, la sottovalutazione dell’ergonomia nell’organizzazione del lavoro.

Altri strumenti sono nelle mani degli imprenditori per applicare la normativa. Nel settore agricolo possiamo elencare: l’obbligo di utilizzo dei DPI, l’obbligo alla sorveglianza veterinaria, l’obbligo all’applicazione di misure igieniche e alla sorveglianza sanitaria, l’obbligo di utilizzo della segnaletica di sicurezza, oltre all’applicazione delle buone pratiche agricole riconosciute a livello internazionale e l’utilizzo di Sistemi di Gestione della Sicurezza.
Proprio l’attenzione al fattore umano, ha portato la Coop.Sant’Orsola a concepire il Progetto Infortuni Zero, in opera dal 2010, che eleva il livello di sicurezza già previsto (e rispettato) dalla legge, mediante una gestione su misura delle necessità e centrata sulle caratteristiche dell’azienda. In questo Progetto particolare rilievo ha assunto la formazione e la comunicazione, con immediata risposta dei destinatari e successo d’iniziativa.
Fondamentale è agire per creare una cultura della sicurezza sul lavoro in tutte le figure operanti e in tutti i settori, perché ciò garantisce ritorni negli investimenti, dal punto di vista economico-sociale, e pone le basi per una società più moderna e civile.


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Bibliografia

Pierangelo Giovanetti, “L’uomo al centro dell’agire economico”, L’Adige, 29/05/2011.
Editoriale “La sicurezza fa crescere l’agricoltura piemontese” di Claudio Sacchett,o Ass. Reg. Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca Reg.Piemonte, 06/2011, www.regionepiemonte.it.

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