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Il pensiero di Ehrlich

Ehrlich è uno dei fondatori della sociologia del diritto. In ogni epoca il centro di gravità dello sviluppo del diritto si trova nella società.
La sociologia del diritto è la vera scienza del diritto che ha per oggetto non solo il diritto valido per i tribunali e per gli organi di autorità, ma anche e specialmente il diritto vivente che, non formulato in proposizioni giuridiche, regola tutta la vita sociale; il diritto che si studia e si conosce utilizzando fonti diverse: sentenza giudiziaria; documento negoziale; osservazione diretta della vita sociale, degli scambi, delle consuetudini, degli usi di tutti i gruppi, non solo di quelli riconosciuti giuridicamente, ma anche di quelli ignorati o trascurati dal diritto e perfino da quelli da esso condannati.
La norma giuridica non può sorgere se già nella società non siano sorti gli istituti ai quali essa si riconnette, ed essa è intanto e fintanto applicabile in quanto e fino a che permanga il suo presupposto sociale.

Il diritto è un complesso di regole che determinano la posizione e la funzione dei singoli membri del gruppo e di specifici compiti che loro spettano nell'ambito del gruppo.
Le forze motrici che determinano il sorgere e lo sviluppo del diritto sono i fatti giuridici:
-la consuetudine;
-il dominio dell'uomo sull'uomo;                                
-il dominio dell'uomo sulla cosa;                                
-la dichiarazione di volontà nelle sue forme particolari del contratto e del testamento.
Il diritto comprende anche delle norme di decisione che non hanno il compito di dare struttura al gruppo, bensì quello di colmare le lacune, risolvere i conflitti e difendere la struttura stessa dai pericoli di violazioni che la minaccino; norme di decisione che non sono quindi dirette agli uomini che agiscono nella vita sociale, ma agli uomini che giudicano coloro che agiscono.
L'insieme di regole prodotte dai fatti giuridici, che sorgono e si impongono nel gruppo, si trova affiancato ad altri insiemi di regole che svolgono la medesima funzione di organizzare la vita interna del gruppo. Tra queste regole, Ehrlich ricorda quella della morale, della religione, del costume, della moda ecc. e spiega che la differenza specifica tra queste e quelle del diritto risiede nella diversa intensità di sentimenti che le regole del diritto provocano e nelle diverse emozioni che esse suscitano nel momento stesso in cui si reagisce alla loro trasgressione. L'autore non si riferisce soltanto a gruppi limitati che vivono gli uni accanto agli altri, ma si riferisce anche e specialmente al gruppo più ampio di tutti, cioè allo Stato, che egli ritiene un semplice organo della società.
L'autore afferma l'esigenza di un libero reperimento del diritto e di una libera scienza del diritto, insorge contro l'identificazione del diritto col diritto dello stato e contro il dogma della completezza dell'ordinamento giuridico, con ciò pone le basi della sua critica alla giurisprudenza concettuale.

Tratto da SOCIOLOGIA DEL DIRITTO di Alexandra Bozzanca
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