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Stress


Cosa significa stress?

Lo stress è una sindrome generale di adattamento atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori che provocano stress (stressors).

Le alterazioni dell'equilibrio interno possono avvenire a livello endocrino, umorale, organico, biologico.
Lo stress, secondo Cannon, è “un qualsiasi meccanismo in grado di alterare i processi omeostatici di un organismo”.
Lo stress non è possibile solo in acuto, ma anche in cronico.
 
Lo stress non è negativo in sé. È la dose che fa il veleno.
Il concetto di tossico è DOSE – dipendente.

Quali sono i fattori che possono portare stress?
• Eventi consueti o quotidiani: applicano stress in maniera additiva (sono impattanti solo se sommati tra loro, dose).
• Eventi eccezionali (colpiscono la collettività, terremoti). L’effetto peggiorativo si ha a livello contestuale e sociale, il vantaggio è poter far gruppo.
• Eventi particolari (rapina, stupro): colpiscono solo una persona e non succede a tutti.
• Eventi rari (lutto): ha effetti e conseguenze nel tempo, le cui conseguenze si possono ripercuotere nel tempo.

Che relazione intercorre tra psiche (mente) e fisiologia (corpo)?

Una relazione molto più profonda di quanto si creda comunemente: un particolare stato fisico può condizionare la tenuta mentale di un soggetto (atleta), così come un particolare stato emotivo ne può condizionare il rendimento fisico.
Lo stress si pone al centro di due dualismi del mondo psichiatrico, mente-corpo ed eredità-ambiente: la nostra risposta agli eventi (stressors) è frutto di fattori genetici ed ambientali (epigenetici).



Come funziona la macchina umana in maniera ottimale?
L’organismo umano necessità di mantenere un equilibrio interno di tipo omeostatico, mantenendo valori all’interno di un range di normalità (il più efficiente è l’equilibrio acido-base).



Come funziona lo stress?
Stimolo di qualsiasi entità (stressor) →
Risposta (stress) →
Adattativa o Non Adattativa (fisiologia / patologia).
Ogni stimolo perturba l’equilibrio omeostatico, la risposta è adattativa qualora essa mi consentisse di rientrare nel più breve tempo possibile nel mio equilibrio, superando l’evento.

E se non rientro nel mio equilibrio?
Avviene il meccanismo dell’Allostasi: è un equilibrio settato su livelli diversi da quelli dell’omeostasi, ed è lì che si percepisce lo stress (SNA Simpatico +++, ormoni e sostanze stress correlati).
La risposta non adattativa non risolve il problema, bensì crea ulteriore danno.
L’allostasi può essere a sua volta adattativa o meno, e può portare ad esaurimento

Che cos’è la teoria bio-psico-sociale?

È una strategia di approccio alla persona per definirne lo stato di salute o di patologia: i tre elementi in causa sono la composizione di fattori genetici, comportamentali ed ambientali a 360 gradi.


Quali sono i meccanismi neurofisiologici implicati nelle situazioni di stress?
Applichiamo una visione di analisi fisiologica del comportamento (etologia) simpatico / parasimpatico - attacco / fuga
Favorimento allostasi per incremento performance, dopo uno stimolo) = Concetto di super-compensazione nello sport

Selye ha osservato che l’organismo rispondeva ad una qualsiasi situazione generando la sindrome generale di adattamento, con tre fasi:
• Allarme: (fight or flight, attacco o fuga), adattamento basato su ipotesi di realtà e verifica, risposta di allerta non consapevole per sopravvivenza.
• Concomitanti biologici in aumento: pressione, frequenza, sudorazione, glicogenolisi e lipolisi (carburante ai muscoli), aumento contrattilità dei muscoli (condizioni di estremo stress = pericolo) → Ricrearlo per la performance (Deadlift WR).

Che cos’è l’amigdala?

È il centro che determina l’attivazione dell’allerta a livello encefalico.
È il Carrefour (crocevia) nervoso delle risposte biologiche, che risponde a stimoli acuti (inattesi, improvvisi, intensi).
L’amigdala fa affluire le catecolamine (prodotte dalla midollare del surrene) di fronte ad uno stimolo inatteso, improvviso ed intenso.

Come viene modulato lo stimolo dell’allarme a livello nervoso?
I segnali passano dal talamo all’amigdala, mentre la corteccia modula il tutto, incidendo sui tempi allostatici ed omeostatici. Talamo e amigdala (istinto) non hanno bisogno della corteccia, sono un circuito a sé.

Via breve: Talamo – Amigdala : risposta rapida ed automatica;

Via lunga: Talamo – Corteccia – Amigdala: riconoscimento, risposta istintiva al ripresentarsi dello stimolo (feed forward)
Porzione mediale corteccia frontale: controllo inibitorio sull’amigdala.

Quindi qual è la funzione corticale nella risposta d’allarme?
È quella di razionalizzare la situazione: la corteccia frontale opera associazioni, crea l’esperienza, prevede il pericolo, feed forward elaborando strategie, spesso in branco (motivo della supremazia dell’uomo).

Resistenza: avviene dopo qualche minuto in cui si esaurisce la risposta acuta, dove l’organismo mette in atto altri meccanismi, più lenti ma più duraturi.
Avviene attraverso l’asse ipotalamo-ipofisario-surrenalico

Come funziona fisiologicamente la fase di Resistenza?

Ipotalamo produce CRH, un fattore di rilascio → Ipofisi produce ACTH, ormone che stimola la corticale del surrene → produzione di cortisolo.



Come agisce il cortisolo?
Il cortisolo ha variazioni circadiane all’interno di un range, con un livello massimo raggiunto al mattino (cortisole awaking rise), minimo la sera. Il cortisolo ha un effetto a feedback negativo sulla produzione di CRH dell’ipotalamo: all’aumentare del cortisolo diminuisce il CRH, facendo scaturire una reazione a cascata. Questo sistema è tonico positivo, cioè se non si inibisce funziona spontaneamente.



Qual è il ruolo del cortisolo nella fase di resistenza?

Nella fase di resistenza c’è ipercortisolemia: i livelli di cortisolo sono gli stessi di quando ci svegliamo, e quindi non si dorme. Ciò deriva dalle afferenze superiori (percezioni della realtà) della corteccia, che stimolano l’ipotalamo a produrre CRH, vincendo l’inibizione del cortisolo.

Questo stimolo “strisciante” che perdura nel tempo, non ci farà avvertire l’onset del cambiamento allostatico, perché “subdolo”, facendoci ignorare i quattro bisogni fondamentali per la sopravvivenza individuale (mangiare e bere, dormire, funzioni corporali) e quello per la specie (sesso).



Cosa comportano elevati livelli di cortisolo in età “delicate”?

Stress precoci in tenera età determinano un’alterazione dell’asse HPA, per cui ci sarà sempre una ipercortisolemia. Non è lo stress a fare male in sé, ma è il comportamento disadattativo che ne consegue. Stress correlato a fattori psicosociali = aumento cancro e ridotta sopravvivenza. 

Allostatic load o Esaurimento, in cui l’organismo cede e la cellula collassa.
Può succedere con stimolo di enorme intensità (colpo di pistola e morte), oppure con perdurare nel tempo di uno stimolo meno intenso.
È stato visto che lo stress (inteso come aumento dei glucocorticoidi) riduce tutti i fattori neurotrofici, come il BDNF (brain derived neurotrophic factor), che ci permettono di sviluppare i movimenti automatizzati, ad esempio.



Quali sono gli studi a riguardo?
Disturbo da stress post traumatico: volume di area cerebrale mediamente minore (ippocampo) nei reduci di guerra. Si analizza l’ippocampo poiché la neurogenesi è molto vivace in quest’area. Lo stesso trauma può avere effetti diversi nei massimi periodi di sviluppo dei fattori nervosi (neuroni, dendriti, assoni).
 Ipercortisolemia determina l’aumento di tutta una serie di patologie, oltre al rischio di esaurimento.




Qual è il modello di riferimento per rendersi conto delle situazioni di stress?

Modello di riferimento:
• traumi infantili,
• eredità (genetica)
• ambiente (epigenetica)
• vulnerabilità
• fattori scatenanti (eventi stressanti quella vulnerabilità)
Vulnerabilità + Eventi stressanti → Malattia


Tratto da CONCETTI BASE DI PSICHIATRIA di Vincenzo Sorgente
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