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Onestà per Cicerone nel "De finibus"


Cicerone e i suoi intendono per onesto ciò che può esser lodato per se stesso, indipendentemente da ogni utilità e senza premio o guadagno. Ciò si capisce dal giudizio universale e dall'attività dei migliori uomini, che compirono molte azioni solo per questo motivo, anche senza che ne seguisse qualche vantaggio. Gli uomini infatti differiscono dalle bestie per la ragione, in grado di fare confronti, valutare, rilevare.
Ci sono 4 specie di onesto:
- la natura fa dell'uomo un animale sociale in armonia per indole con i suoi simili; partendo dalla famiglia l'uomo pian piano la lascia per legarsi con vincoli sociali ai cittadini e poi a tutti i mortali;
- La natura fece nascere nell'uomo il desiderio di vedere il vero; l'uomo ama infatti tutto ciò che è vero (=leale, semplice, costante), e odia il falso, la frode, la malignità;
- La ragione stessa ha in sè qualcosa di magnifico, idoneo a comandare più che a obbedire;
- C'è una quarta specie di onesto, che include l'ordine e la moderazione.  Notando ordine e moderazione nello splendore del mondo esterno, si passa naturalmente ad applicarlo nelle parole e nelle azioni. Si parla qui di fare cose degne di un uomo, che non nuocciano a qualcuno, azioni degne.
Tratto da "DE FINIBUS" DI CICERONE di Dario Gemini
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