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La conoscenza e i brevetti


Conoscenza universale vs specifica: alcuni tipi di conoscenza sono universali, come ad esempio l’informatica, altri sono specifici di un particolare contesto, industria, impresa.

Conoscenza codificata vs. tacita: alcune conoscenze possono essere descritte in modo dettagliato in manuali e sono quindi facilmente trasferibili ed accessibili. Altre sono tacite, apprese attraverso la pratica, accumulate nelle persone più che nei libri e quindi difficilmente accessibili e trasferibili

Conoscenza pubblica vs. privata: cioè disponibile a tutti attraverso libri e pubblicazioni oppure implicitamente tacita o ufficialmente segreta e protetta da brevetti

Chi produce conoscenza?
Conoscenza come input e come output nel processo innovativo
Conoscenza come bene pubblico: non rivalità e non escludibilità
Esternalità: un minor numero di innovazioni ha un impatto negativo su altri innovatori.

Teoria neoclassica e intervento pubblico

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Comportamento opportunistico: in presenza di esternalità le imprese sotto-investono nella consapevolezza di poter sfruttare gli investimenti (e innovazioni) generati da altri (free riding).
A livello sociale: meno risorse dedicate allo sviluppo di nuove tecnologie → meno benessere
Giustifica l’ intervento pubblico di sostegno all’innovazione.

Gli  strumenti dell’intervento
• sussidi all’innovazione
• sgravi fiscali
• credito agevolato
• ricerca pubblica
• commesse pubbliche (acquisto di prodotti innovativi)
• strumenti di protezione dei diritti di proprietà intellettuale (Intellectual Property Rights IPRs)
• TRIPS: Trade related aspects of intellectual property rights

Forme di protezione della proprietà intellettuale
• brevetti: proteggono invenzioni (non innovazioni!)
• diritti di autore (copyright): proteggono i diritti di un testo, opera d’arte, codice informatico
• marchi di fabbrica: proteggono parole o simboli distintivi di un bene
• segreti industriali e commerciali: proteggono informazioni di proprietà esclusiva di un’impresa (Nutella, Coca-Cola)
• diritti di progettazione (design right)
• diritti di generazione (breeding right)
• diritti sulle banche dati

I brevetti

→ Nome e indirizzo dell’innovatore
→ Chi ha il diritto di sfruttare il monopolio: richiedente (applicant)
→ Data dell’innovazione
→ Informazione sull’invenzione:
• Titolo
• Descrizione
• Scopo

→ Classificazione tecnologica e settore economico
→ Citazioni di brevetti passati e di altri riferimenti scientifici cui l’invenzione si collega
→ Copertura geografica del brevetto (paese)

Ci sono contratti tra lo Stato e il privato, titolo di proprietà a tutela dell’inventore, chiamato First to invent (in USA e UK), First to File (Germania e Giappone).
Il brevetto però misura l’invenzione non l’innovazione, non si può brevettare tutto il genoma umano, il brevetto deve rispondere a determinate caratteristiche:
a) Originale: deve avere un minimo di carattere creativo;
b) Utile: possibilità di una applicazione industriale;

Per garantire un diritto esclusivo di realizzare l’invenzione si utilizzano azioni cautelari e risarcimenti contro le contraffazioni.

Limiti del brevetto:
• Tempo: 20 anni
• Spazio: Italia, Europa, Usa
• Scopo: processo o prodotto

Si crea un monopolio legale temporaneo a favore dell’innovatore
• Efficienza statica verso efficienza dinamica
• Ampiezza di un brevetto (sistema “ottimale”)

Trade-off tra maggiore protezione delle innovazioni e rivelare il contenuto dell’innovazione alla concorrenza (imitazione, miglioramenti incrementali).

I brevetti sono uno strumento sempre idoneo a stimolare l’innovazione?
C’è ambiguità al riguardo, alcuni settori sono più sensibili (chimica) rispetto ad altri (meccanica), nella fase in cui compaiono nuove tecnologie, la protezione via brevetto non è sempre stata decisiva → ICT negli USA negli anni ’50-’60; al contrario della chimica, farmaceutica. Nel lungo periodo lo sviluppo economico è avvenuto anche in assenza di sistemi brevettuali → Germania, Olanda, Svizzera, contro UK, Usa, Giappone.

I brevetti sono efficaci laddove il rapporto costo imitazione /costo innovazione è basso, le conoscenze altamente codificate, ed è facile il reverse engineering.
Maggiore efficacia negli stadi maturi del ciclo di vita dei prodotti (→ maggiori costi dell’innovazione)
I brevetti costituiscono un ostacolo allo sviluppo dei paesi arretrati ed emergenti.

Svantaggi collegati al brevetto sono l’alto costo legale delle liti per l’infrazione dei diritti di proprietà; senza contare la lunghezza dei tempi per ottenere un brevetto all’Ufficio Brevetti Europeo (EPO) che è di minimo 3 anni.
Per queste ragioni spesso le PMI decidono di non brevettare.

Tratto da ECONOMIA DELL'INNOVAZIONE di Mattia Fontana
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