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CAPITALE SOCIALE

Capitale Sociale


Il valore di un’impresa, sia essa for profit o no profit, è calcolabile non solo sulla base dei beni materiali che essa possiede (cioè ad esempio le immobilizzazioni presenti nel suo bilancio), ma anche in riferimento ai suoi beni intangibili, come ad esempio i dipendenti: difatti, sempre tenendo come esempio quello dei dipendenti, questi non rappresentano solo un costo per l’azienda, ma anche un bene intangibile, in quanto più il personale è preparato e motivato  nel proprio lavoro, e più l’impresa ha valore. Questi beni intangibili possono essere di tipo motivazionale, professionale e di appartenenza, e sono beni individuali; ma se queste persone vengono messe assieme a lavorare, entrano in relazione fra di loro, producendo altri beni intangibili di tipo relazionale, che si presentano sottoforma di “clima” (un clima aziendale di collaborazione e di stima reciproca difatti è un bene intangibile, in grado di creare valore all’interno di un’impresa). Questi beni intangibili di tipo relazionale possono essere tanto interni all’organizzazione, quanto invece rivolti anche all’esterno della stessa: quelli rivolti all’esterno forniscono il cosiddetto capitale sociale o capitale relazionale, basato su relazioni di fiducia, benessere, amicizia e quant’altro, frutti della relazione fra individui. Le relazioni costituiscono quindi , specie nell’ambito delle organizzazioni di terzo settore, un capitale, basato però sulla gratuità, sulla produzione di beni e/o servizi senza scopi utilitaristici, con una finalità di base improntata sulla solidarietà e sulla cooperazione.

Tratto da SOCIOLOGIA DEL TERZO SETTORE di Andrea Balla
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