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Organizzazione dell’amministrazione statale: decreto legislativo, regolamenti delegificanti e dirigenti titolari


L’amministrazione statale è organizzata tramite un decreto legislativo che contiene l’elenco dei Ministeri e indica per ciascuno di essi le attribuzioni.
Lo stesso decreto stabilisce se la suddivisione di ogni Ministero sia in dipartimenti o direzioni generali, ne fissa il numero e ne assegna i compiti.
Inoltre viene nominato un segretario generale per ogni Ministero, che coordina e indirizza le attività delle strutture di primo livello.
Con altro decreto sono stabiliti i compiti degli uffici dirigenziali generali e degli altri dirigenti, oltre che degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri.
Aspetti organizzativi più specifici sono regolati tramite regolamenti delegificanti, ovviamente nel rispetto dei suddetti decreti, con i quali si adottano anche gli statuti delle agenzie, degli enti pubblici e degli uffici territoriali del Governo (prefetture).
I singoli uffici sono, infine, organizzati dai dirigenti titolari che esercitano questo potere nel rispetto dei decreti e dei regolamenti delegificanti, con le capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Gli atti organizzativi dei dirigenti sono quindi sottoposti al diritto privato, salvo per il fatto che devono rispondere al pubblico interesse dell’azione amministrativa e devono assicurare il rispetto di imparzialità, buon andamento e trasparenza, e ha competenza su di loro il giudice ordinario.

Tratto da DIRITTO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE di Stefano Civitelli
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