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Definizione di imparzialità del giudice


L’imparzialità, perché sia effettiva, deve essere fondata sui seguenti principi:
- la soggezione del giudice alla legge, che sia precisa e certa in modo da non lasciare al giudice quelle scelte discrezionali che devono essere compiute dal potere legislativo;
- la separazione delle funzioni processuali, in quanto se in giudice cumulasse i poteri di una parte, ad esempio dell’accusa, si rischierebbe che la sua funzione giudicante sia sviata, anche inconsciamente, dagli ulteriori poteri che è chiamato a esercitare;
- la presenza di garanzie procedimentali che consentano di estromettere il giudice che sia o appaia parziale.
Affinché il giudice sia imparziale devono sussistere i requisiti di:
- Terzietà, sussiste quando è assente qualsiasi legame con una delle parti o con l’oggetto della decisione.
- Impregiudicatezza, è la situazione psichica che si ha quando una persona non ha già espresso in precedenza un giudizio sulla responsabilità dell’imputato.
Ciò in quanto esiste la naturale tendenza di ogni persona a mantenere fermo un giudizio già espresso, specialmente se avviene a persone con un potere elevato: si ritiene che queste difficilmente possano ammettere di aver sbagliato.

Tratto da DIRITTO PROCESSUALE PENALE di Stefano Civitelli
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