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"Effetto notte" e "Fino all'ultimo respiro"



EFFETTO NOTTE

(1973), Francois Truffaut
Agli studi della Victorine, a Nizza, il regista Ferrand gira un film hollywoodiano, Vi presento Pamela: dal primo ciak fino all'ultimo giorno di riprese i problemi produttivi si mescolano con le storie private e le fragilità psicologiche dei vari membri della troupe. La scena che ci interessa è quella in cui l’attrice sale la scala e mostra la dimensione artificiale: vediamo una porzione della stanza, c’è l’impalcatura che la porta dirimpetto agli altri edifici. Una voce fuoricampo indica l’inizio delle riprese. Notiamo quindi il contrasto tra quello che è vero e quello che non lo è.

FINO ALL’ULTIMO RESPiRO

(1960), Jean Luc Godard
Michel, giovane dal passato burrascoso, ruba un'automobile e fugge col proposito di recarsi in Italia. Inseguito da due agenti, ne uccide uno, e continuando la sua fuga, giunge a Parigi. Dopo essersi rivolto ad alcuni amici per ottenere del denaro, va in cerca di Patrizia, giovane americana, per la quale sente un sincero affetto. La ragazza però non ricambia il suo sentimento e continua a farsi corteggiare da un collega al giornale dove anch'essa è occupata. La polizia intanto fa indagini per scoprire l'assassino dell'agente e avendo accertato che si tratta di Michel, si dà da fare per catturarlo. Nel corso delle ricerche viene interrogata anche Patrizia, la quale afferma di non saper nulla, e riesce poi a nascondersi con Michel in casa di amici. Il giorno seguente la ragazza, essendosi resa conto ch'ella non ama il giovane non esita a denunciarlo alla polizia. Incontrato per la strada dagli agenti, Michel viene ucciso da un colpo di pistola.
Tratto da LA NASCITA DEL CINEMA di Marco Vincenzo Valerio
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