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"Paisà" di Rossellini



Sei episodi raccontano gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale in Italia, seguendo l'avanzata degli Alleati anglo-americani dallo sbarco in Sicilia sino alla lotta partigiana sul delta del Po, passando per Napoli, Roma, Firenze e un convento dell'Emilia. Una risalita del nostro Paese compiuta dagli americani ma anche dallo spettatore che, attraverso l'incontro con storie differenti, prende coscienza dell'esperienza della Liberazione. Una voce fuori campo svolge la funzione di rendere oggettiva e storicizzare la vicenda, come una cronaca radiofonica. Interessante dal punto di vista stilistico l’abbondanza di inquadrature totali e di campi lunghi e contemporaneamente la quasi totale assenza di primi piani. La narrazione valorizza i tempi morti, i dettagli, gli elementi che un montaggio classico avrebbe escluso e che invece in questo caso si fanno latori di realismo e poeticità. Grande uso della profondità di campo con finalità drammatiche: esemplare è una scena che mostra alcuni soldati americani che seppelliscono un partigiano morto, mentre altri soldati parlano tra di loro. Ad un certo punto abbiamo un primo piano di un soldato, ma tale scelta è funzionale in quanto crea una sorta di dialogo in campo-controcampo ponendo il volto del soldato con il primo piano del partigiano morto, dando a questa scelta stilistica una forte valenza simbolica.
Tratto da LA NASCITA DEL CINEMA di Marco Vincenzo Valerio
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