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"The New York hat" di Griffith. Montaggio alternato e parallelo



Nella prima inquadratura vediamo una donna morente circondata dal dottore, il marito, un prete e la bambina di nome Mary. Questo è un esempio di continuità con elementi del cinema precedente in cui l’azione si esaurisce in un’unica inquadratura. Uso massiccio di didascalie e di inquadrature epistolari (una lettera viene inquadrata in modo che il pubblico possa leggerla). La recitazione del prete è ancora molto teatrale e vincolata ad un’eccessiva gesticolazione. Passaggio dalla casa del prete a quella di Mary grazie al raccordo sull’asse, ovvero quel tipo di montaggio che passa dalla figura intera al dettaglio e viceversa restando sullo stesso asse visivo. L’azione è segmentata in diverse inquadrature, diverse angolazioni, alternanza tra interni ed esterni. In questo film vi è una forte dialettica tra elementi di continuità rispetto alla sperimentazione precedente (l’uso dell’accordo sull’asse ad esempio deriva dalla scuola di Brighton) e innovazioni votate ad un ulteriore sviluppo del linguaggio cinematografico (alternanza interni ed esterni, salvataggio all’ultimo minuto che conferisce nuovo senso alla storia e porta ad una risoluzione positiva).
Montaggio alternato:  alterna più inquadrature che rappresentano diversi spazi in uguale tempo. Presuppone una simultaneità che può condurre ad un ricongiungimento.
Montaggio parallelo: mostra eventi alternandoli, ma questi non sono simultanei e il loro accostamento ha finalità puramente simboliche.
Tratto da LA NASCITA DEL CINEMA di Marco Vincenzo Valerio
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