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La fenilchetonuria


La fenilchetonuria (PKU) è una malattia metabolica di tipo genetico con un’incidenza di circa 1 su 10.000 nascite, che riguarda la degradazione dell’aminoacido fenilalanina e ha gravi conseguenze sullo sviluppo delle capacità cognitive. Negli individui sani, tale degradazione avviene mediante trasformazione nell’aminoacido tirosina ad opera dell’enzima fenilalanina idrossilasi (PAH), espresso nelle cellule epatiche. Questa trasformazione contribuisce a mettere a disposizione dell’organismo la quantità corretta di tirosina.
In un individuo affetto, si osservano livelli estremamente bassi di PAH e ciò causa un innalzamento eccessivo dei livelli ematici e di escrezione di fenilalanina. L’accumulo di tale aminoacido porta a una compromissione dello sviluppo del SNC e dell’acquisizione delle normali funzioni delle cellule nervose, con grave ritardo mentale e aumentata incidenza di epilessia. Entro pochi anni dalla nascita, la maggior parte dei bambini affetti necessita di un ricovero definitivo in istituti di cura.
La causa della malattia è la presenza di un’alterazione del gene per la PAH, sul cromosoma 12, che si trasmette secondo un modello di eredità di tipo autosomico recessivo: un individuo affetto deve avere un genotipo omozigote per l’allele alterato della PAH e ciò si osserva nel 25 % della progenie di due genitori eterozigoti. I danni cerebrali causati dalla fenilchetonuria sono osservati a più livelli, dall’attività di sintesi proteica a quelle di sintesi di neurotrasmettitori e alla produzione di mielina da parte degli oligodendrociti.
Esiste una terapia efficace nella cura di questa malattia, che consiste nella riduzione quasi totale dell’apporto alimentare di fenilalanina. Questo trattamento deve iniziare precocemente perché in sua assenza, un neonato affetto sviluppa ben presto le alterazioni progressive delle funzioni cerebrali e il ritardo mentale. Al contrario, i bambini ai quali la malattia è diagnosticata alla nascita e che iniziano il trattamento entro il primo mese di vita, non manifestano alcun sintomo, pur in presenza di modeste alterazioni del sistema nervoso.

Tratto da PRINCIPI DI BIOLOGIA E GENETICA DEL COMPORTAMENTO di Paola Alessandra Consoli
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