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Le relazioni intime


Secondo Kelly le relazioni intime sono diverse da altre forme di interazioni per via dell'alto livello di interdipendenza per cui le attività degli individui hanno impatto reciproco, il grado di impatto è forte e implica che le persone facciano cose diverse (ruolo distinti) e la durata delle attività congiunte deve essere piuttosto lunga. 

L' interdipendenza è un concetto diverso dalla dipendenza, ovvero quella situazione dove uno dei due è completamente dipendente dall'altro e non si riconosce pari dignità, è un comportamento disfunzionale. 
 
La prima relazione intima che si instaura è quella che il bambino sperimenta con i caregivers (figure che si prendono cura del bambino) che è una relazione importante per la sopravvivenza fisica e psicologica.
La specie umana si distingue per lo stato di completa impotenza dei suoi piccoli alla nascita e per il percorso molto lungo che porta il nuovo nato all'autonomia, infatti il semplice abbandono del neonato ne causa la morte.

Le prime relazioni che il bambino sperimenta, oltre a garantire la sopravvivenza fisica, guidano la strutturazione delle sue relazioni future. 
 
Bowlby notò che i bambini che esploravano l'ambiente più attivamente erano quelli che potevano contare sulla presenza della mamma come base sicura verso cui tornare se si fossero fatti male o se si fossero spaventati. Partendo da queste prime impressioni l'autore giunse a formulare una teoria che prevedeva che il bambino sia biologicamente programmato per emettere dei segnali specifici di richiamo alla made in caso di bisogno, a questi richiami la madre sarebbe biologicamente indirizzata a rispondere, accorrendo in aiuto. Dal modo in cui si realizzano episodi ripetuti di richiamo e di risposta a richiamo si forma una relazione destinata a perdurare per tutta la vita, definita da Bowlby come relazione di attaccamento.

Mary Ainsworth cercò di capire come si sviluppa l'attaccamento e quante forme ha, per fare questo creò una procedure specifica di laboratorio definita strange situation per studiare le caratteristiche dei fenomeni che Bowlby aveva osservato in situazioni naturali.

La strange situation si distingue in diverse fasi:
1 - prima fase: entrano in una stanza il bambino con la madre, il bambino è incuriosito dai giochi presenti nella stanza ed è rassicurato dalla presenza della madre
2 - seconda fase: entra un'estranea (una ricercatrice) e si osserva come il bambino interagisce con lei in presenza della madre
3 - terza fase: la madre abbandona la stanza e il bambino rimane solo con l'estranea che cerca di interagire con lui, si assiste a come il bambino reagisce alla separazione dalla madre in presenza di un altro adulto che potrebbe occuparsi di lui
4 - quarta fase: la madre rientra e si assiste a come lei e il bambino si riuniscono mentre l'estranea esce
5 - quinta fase: la madre esce e il bambino rimane solo, è una situazione di stress interrotta appena il bambino lancia segnali di essere confortato
6 - sesta fase: l'estranea rientra e conforta il bambino, si osserva come il bambino può essere rassicurato da un adulto diverso dalla madre
7 - settima e ultima fase: la madre rientra, ma prima di consolare il bambino, si osserva cosa fa lui

A seconda delle reazioni del bambino questa procedura permette di comprendere la qualità dell'attaccamento che si instaura tra madre e bambino:
1. Sicuro: il bambino esplora i giochi con curiosità e non si allarma per la presenza dell'estranea. Quando la madre si allontana, manifesta stress piangendo e smettendo di giocare. Si lascia consolare dall'estranea, ma accoglie con sollievo diverso il ritorno della madre. La loro unificazione è l'unica in grado di riportarlo velocemente in una situazione di tranquillità, la perdita momentanea della vista della madre è stata fonte di stress ma questo è facilmente superato al suo ritorno perché il bambino ha avuto ancora una volta una conferma che la madre è sempre pronta ad accorrere a un suo bisogno e che non rimarrà solo davanti alle avversità. Questo tipo di attaccamento ha aspettative e strategie basate sulla fiducia di poter essere aiutati al momento del bisogno.
2. Insicuro-ansioso: Se la madre ansiosa può interrompere esplorazione del bambino perché teme per la sua sicurezza per questo il bambino sarà più timoroso, meno in grado di esplorare attivamente l'ambiente, più in difficoltà quando la madre si allontana, più difficile da consolare al suo ritorno. Questo tipo di attaccamento è basato sulla paura che un'esplorazione troppo attiva dell'ambiente e un allontanamento temporaneo delle persone cui si è legati possano comportare dei rischi.
3. Insicuro-evitante: se la madre è poco in grado di rispondere ai richiami del bambino si svilupperà un'apparente indifferenza del bambino nel momento dell'allontanamento della madre e nel suo non manifestare né un chiaro entusiasmo né bisogno di consolazione al momento del ritorno della mamma. Questo tipo di attaccamento è basato sull'idea che tutti se la devono cavare da soli e non dovrebbero chiedere apertamente aiuto e sostegno agli altri.
4. Disorganizzato: la relazione madre-bambino può aver passato momenti difficili rendendo impossibile per il bambino formarsi aspettative precise sul comportamento materno. Le reazioni del bambino alla strange situation sono confuse e difficili da interpretare. Questo tipo di attaccamento è espressione della propria confusione e del dubbio su cosa ci si possa aspettare dagli altri e da sé stessi.

Le prime esperienze di attaccamento con le figure iniziali di accudimento formano dei modelli operativi interni che guidano la strutturazione delle relazioni sociali successive, soprattutto quelle intime, anche se non in modo deterministico poiché il modo di comprendere il legame con gli altri cambia con l'avanzare dello sviluppo. 
Nella teoria di Bowlby il bisogno di attaccamento non si esaurisce nelle prime fasi della vita, ma permane per tutta la durata dell'esistenza. 
 
Piaget studiò le fasi di sviluppo del bambino, è arrivato ad affermare che tutti i bambini evolvono attraverso sempre gli stessi stadi/tappe prestabilite, lo sviluppo mentale caratterizza l'infanzia e l'adolescenza, ha dimostrato che generalmente i bambini devono aver raggiunto i 7 anni per comprendere appieno che le altre persone possiedono una mente diversa dalla propria e questa fase è chiamata operatoria-concreta. Nella fase precedente (pre-operatoria dell'egocentrismo intellettuale) dove il bambino non comprende che le altre persone possiedono una mente diversa dalla propria. 

Per spiegare questa fase ci viene in aiuto l'esempio del compito delle tre montagne: la ricercatrice, seduta di fronte al bambino, lo invita a descrivere che cosa vede davanti a lui sul plastico, poi la ricercatrice invita al bambino a scambiarsi di posto con lei, seduta sulla sedia dove era seduto poco prima il bambino, chiede al bambino che cosa vede nella sua nuova prospettiva. Infine la ricercatrice chiede al bambino cosa vede la ricercatrice dalla postazione dove stava prima il bambino e lui elenca nuovamente quello che vede lui dalla sua nuova prospettiva. In conclusione a questa età (prima dei 7 anni) il bambino legge la mente dell'altro come se fosse la propria, quindi non si può pretendere che un bambino nella fase pre-operatoria comprende l'importanza del dialogo e del confronto tra punti di vista e qui lo scambio interpersonale non può avvenire perché la mente non ha ancora raggiunto uno stadio di sviluppo sufficientemente maturo.
Gli studi di psicologia dello sviluppo dopo Piaget hanno mostrato che durante il resto della vita non si smette di cambiare e quindi lo sviluppo mentale è una caratteristica di tutta l'esistenza. 
 
Erikson porta avanti la teoria secondo cui lo sviluppo dell'intero ciclo di vita si svolge per stadi e il passaggio da uno stadio all'altro avviene tramite la soluzione di un dilemma evolutivo, con la soluzione positiva si ha un avanzamento a uno stadio più progredito mentre con la soluzione negativa si ha una stagnazione nello stadio raggiunto. Ad esempio l'adolescenza è un periodo critico chi supera questo con una soluzione positiva sarà un giovane adulto che sa progettare il proprio futuro e sa creare delle relazioni profonde di intimità, mentre chi supera questo periodo negativamente non riuscirà ad instaurare relazioni intime senza progettare il proprio futuro ma si stagna in una fase isolato.

Secondo Vygotskij lo sviluppo individuale (per stadi regolari) è integrato con l'apprendimento (aiuti esterni forniti dal proprio ambiente di vita) che permette al bambino di padroneggiare una zona di sviluppo prossimale (= un avanzamento che non si sarebbe potuto realizzare se l'aiuto esterno non si fosse verificato) rispetto a quella già raggiunta. Questi aiuti esterni, se fatti proprio dal bambino, aggiungono al suo sviluppo spontaneo un progresso ulteriore. La grande novità della teoria di Vygotskij sta nell'aver sottolineato come lo sviluppo, che attraversa stadi regolari, si intreccia con l'apprendimento.

Bruner introduce il concetto di scaffolding (= impalcatura) definito come quella relazione sociale che porta all'avanzamento nella zona di sviluppo prossimale di una persona che sta evolvendo verso una maggiore padronanza di strumenti di pensiero che acquisisce dal suo ambiente. Nella relazione con il bambino la persona più esperta se coglie la sua difficoltà nel risolvere autonomamente un problema, lo aiuta a risolverlo mostrandogli l'uso di un artefatto che il bambino è in grado di comprendere ma non di padroneggiare. Se dopo aver risolto il compito con l'aiuto dell'altro, il bambino continua a esercitarsi nell'uso dello strumento mostrato dal più esperto, può diventare in grado di dominare lo strumento autonomamente. A questo punto la persona più esperta smette di aiutare poiché il bambino è in grado di risolvere da solo il problema. Il suggerimento dato dall'adulto può divenire una strategia interiorizzata, cioè adottata autonomamente dal bambino senza ulteriore intervento/controllo dell'adulto.

Tratto da PSICOLOGIA SOCIALE di Emma Lampa
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