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La corteccia cerebrale


È lo strato esterno degli emisferi cerebrali, spesso circa 2-4 mm.
I sistemi cerebrali responsabili delle sensazioni, della percezione, del movimento volontario, dell’apprendimento, del linguaggio, del pensiero e del ragionamento convergono tutti nella corteccia cerebrale.
Ha una superficie irregolare, caratterizzata da scissure chiamate solchi e da protuberanze chiamate giri o circonvoluzioni. La configurazione precisa dei giri e di solchi può variare considerevolmente da individuo a individuo, ma le caratteristiche principali sono comuni a tutti i cervelli umani. Ad es. il giro postcentrale è immediatamente posteriore al solco centrale e il giro precentrale è immediatamente anteriore al solco centrale. I neuroni del giro postcentrale sono coinvolti nella sensibilità somatica (tatto), mentre quelli del giro precentrale controllano i movimenti volontari.
I corpi cellulari dei neuroni corticali sono organizzati in strati, che di solito giacciono paralleli alla superficie del cervello. Sono stati identificati 6 strati cellulari. Lo strato di neuroni più superficiale è separato dalla pia madre da una zona priva di neuroni, denominata strato molecolare o I strato.
-    I diversi tipi di corteccia possono essere distinti sulla base della loro citoarchitettura. All’inizio del XX secolo, Brodmann costruì una mappa citoarchitettonica della neocorteccia. In questa mappa veniva assegnato un numero ad ogni area della corteccia avente una citoarchitettura comune. Ciò che Brodmann intuì è che le aree corticali aventi aspetto differente sottendono funzioni differenti. Egli raggruppò le aree della corteccia in 4 tipi differenti:
1)    aree sensoriali primarie, che sono le prime a ricevere i segnali dalle vie sensoriali ascendenti;
2)    aree sensoriali secondarie, così chiamate per le loro cospicue interconnessioni con le aree sensoriali primarie;
3)    aree motorie, preposte al controllo del movimento volontario;
4)    aree associative (localizzate soprattutto nei lobi frontale e temporale), correlate alla capacità unica dell’uomo di interpretare il comportamento in termini di stati mentali come desideri, intenzioni e credenze.

Tratto da NEUROSCIENZE - ESPLORANDO IL CERVELLO di Maddalena Malanchini
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