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Disturbo Neurocognitivo Maggiore


A. Significativo declino cognitivo rispetto un precedente livello di prestazioni in uno o più domini cognitivi (attenzione, funzione esecutiva, di apprendimento e di memoria, linguaggio, percettivo - motorie, o cognizione sociale) basato su:
1. Preoccupazione del soggetto stesso, di una persona vicina al soggetto, o del medico, che vi è stato un significativo declino delle funzioni cognitive ; e
2. Un sostanziale deterioramento della performance cognitiva, preferibilmente documentata da test neuropsicologici standardizzati o, in sua assenza, un altro valutazione clinica quantificata.

B. I deficit cognitivi interferiscono con l'indipendenza nelle attività quotidiane (per esempio: che necessitano di assistenza per attività strumentali della vita quotidiana, come pagare le bollette o la gestione di farmaci).

C. I deficit cognitivi non si verificano esclusivamente nel contesto di un delirio.

D. I deficit cognitivi non sono meglio spiegati da un altro disturbo mentale (per esempio: Disturbo depressivo maggiore, schizofrenia).

Specificare se a causa di:
• Morbo di Alzheimer (pp. 611-614)
• Degenerazione lobare fronto-temporale (pp. 614-618)
• Malattia del corpo di Lewy (pp. 618-621)
• Malattia vascolare (pp. 621-624)
• Lesioni cerebrali traumatiche (pp. 624-627)
• Uso di sostanze / farmaci (pp. 627-632)
• Infezione da HIV (pp. 632-634)
• Malattia da prioni (pp. 634-636)
• Malattia di Parkinson (pp. 636-638)
• Malattia di Huntington (pp. 638-641)
• Altra condizione medica (pp. 641-642)
• Diverse eziologie (pp. 642-643)
• Non specificato (p. 643)
 → La sovrapposizione tra sintomi della depressione e demenza è molto frequente.

I domini neurocognitivi fanno riferimento:

DOMINIO ATTENZIONE:
• Attenzione selettiva: mantenimento dell’attenzione nonostante ci siano stimoli che possono distrarre il soggetto.
• Attenzione divisa: svolgere due compiti nello stesso tempo
• Attenzione mantenuta

Il DSM intende questo per deficit cognitivi

DOMINIO ESECUTIVO:
• Pianificazione
• Decision making (presa di decisione)
• Memoria di lavoro
• Utilizzare feedback ad errore
• Flessibilità mentale: capacità di muoversi tra concetti, regole ecc.
Soluzioni

DOMINIO MEMORIA E APPRENDIMENTO:
• Memoria breve termine
• Memoria recente (inclusa rievocazione libera, rievocazione con indizi, memoria di riconoscimento)
• Memoria lungo termine (semantica e autobiografica)
• Memoria implicita (apprendimento implicito)

DOMINIO LINGUAGGIO:
Linguaggio espressivo (nominare oggetti, trovare parole, fluenza e grammatica o sintassi)
• Linguaggio ricettivo

DOMINIO MOTORIO:
• Percezione visiva
• Capacità motoria: imitare gesti
• Integrità percettiva della consapevolezza e riconoscimento
• Riconoscimento volti e colori
• Capacità motoria-percettiva

DOMINIO COGNIZIONE SOCIALE:
• Riconoscimento emozioni
• Teoria della mente


Per fare diagnosi del disturbo si richiedono uno o più domini interessati alterati, sulla base di test neuropsicologici alterati, in più la preoccupazione dell’individuo.
Questi deficit interferiscono con l’indipendenza.
Altro dato interessante sta nel fatto che la presenza di sintomi depressivi aumentava il rischio di presentare diagnosi di Alzheimer a 5 anni di distanza.

Riguardo il decorso clinico si può fare diagnosi differenziale:

• Per la depressione: la famiglia è consapevole del disturbo e della sua gravità, l’esordio deve essere datato con precisione, sintomi solitamente di breve durata prima che si ricorra dal medico (passa poco tempo prima di rivolgersi al medico), rapida progressione dei sintomi dopo esordio, in anamnesi si ritrovano solitamente disturbi psichiatrici.

• Per la demenza: spesso la famiglia non è consapevole del disturbo e della sua gravità perché l’esordio non è ben definito e può essere datato in maniera approssimativa. Prima di ricorrere al medico passa molto tempo ed infatti che i sintomi progrediscono lentamente. N alcuni studi in realtà si è visto che sintomi depressivi 5 anni prima della demenza erano correlati all’esordio stesso.

Dal punto di vista di decorso clinico e anamnesi ci sono differenze.

Per quanto riguarda il comportamento clinico, si può dire che quando abbiamo di fronte un paziente con depressione, si lamenta molto della perdita delle funzioni cognitive e lo fanno in maniera dettagliata (riferisce ad esempio di non ricordarsi i nomi). Questi pazienti sottolineano ed accentuano le loro disabilità nella perdita delle funzioni cognitive. Se vengono richiesti compiti anche semplici, il paziente non s’impegna molto ed esprimono nel loro modo di presentarsi e parlare, un forte senso di disagio, c’è alterazione dell’affettività spesso generale, le capacità sociali di questi soggetti sono spesso perdute precocemente. C’è un comportamento che spesso è incongruente con grave compromissione cognitiva, infrequente accentuazione dei disturbi durante la notte.

Per quanto riguarda il disturbo neurocognitvo, è un po’ il contrario perche i pazienti di solito si lamentano poco della perdita delle funzioni cognitive in più soprattutto elemento differenziale utile, questi pazienti tendono a nascondere questa loro disabilità a differenza del depresso che li sottolinea, lamentano della perdita di funzioni cognitive in modo vago, gioiscono di successi per quanto banali, si impegnano molto ad eseguire compiti anche semplici e si servono di note ecc. per comportarsi adeguatamente, i pazienti spesso non sembrano preoccupati per la loro situazione, l’affettività è labile, superficiale, le capacità sociali sono spesso conservate, il comportamento che si vede è compatibile con deficit più grave a livello cognitivo e molto spesso questi disturbi si accentuano durante la notte.

Caratteristiche cliniche che si accompagnano a disturbi di memoria, cognitivi ed intellettivi:
• rispetto ai depressi attenzione e concentrazione sono conservate, il paziente infatti lamenterà il deficit di memoria, però valutando la sua capacità di attenzione e concentrazione, all’inizio sono conservate poi tendono a indebolirsi.
• Le risposte tipiche del paziente depresso sono ‘non lo so’ → difficoltà di concentrazione
• Grave perdita della memoria per eventi recenti e remoti.
• Vuoti di memoria per periodi od eventi specifici.
• C’è disparità nello svolgimento di compiti neuropsicologici che sono analoghi per difficoltà.

Nella demenza attenzione e concentrazione spesso sono compromesse, le risposte sono approssimative. Tenta di rispondere ma non dice non so. Scambiano cose insolite per cose invece conosciute. Nel depresso c’è incapacità di rievocazione o ricordare eventi specifici, qui perdita di memoria per eventi recenti. Insoliti vuoti di memoria per periodi specifici. L’incapacità di eseguire i compiti è sempre uguale per compiti di uguale difficoltà.

Ci sono quindi elementi che indirizzano verso l’uno o l’altro quadro.
Tratto da PSICOPATOLOGIA DIFFERENZIALE di Veronica Rossi
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