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Prospettiva cognitiva-comportamentale


Il paziente ha delle convinzioni, allora il suo comportamento è in direzione di queste.

Per esempio, nel caso di un paziente con disturbo paranoide di personalità, con questo modo di fare le persone che gli stanno attorno non possono che essere ostili, reagire con sfiducia, e quindi all’interno di una comunità la reazione è di ostilità e questa reazione lineare di soggetti che frequentano quelli con il disturbo, rinforzano le convinzioni del paziente che gli altri sono ostili (si riforma il circolo vizioso => profezia che si auto avvera).
Questo succede anche in seduta con il psicoterapeuta perché lo vedono come contro di loro. Si è visto in studi recenti che ci sono modalità di ragionamento peculiari in questi pazienti → distorsioni di attribuzioni (attribuiscono ad altri la responsabilità di eventi negativi per preservare la loro autostima).
Distorsioni di ragionamento → saltano subito alle conclusioni. Tendono nelle prove di memoria a ricordare maggior numero di parole a o ostile. Questi studi si integrano con la letteratura psicodinamica dell’argomento. C’è in questi soggetti una proiezione. Sicuramente ci sono stati traumi infantili, situazioni di ridicolizzazione e questi fatti che si agganciano a temperamenti ereditari sfociano in distorsioni.

Ci sono pochi studi che mettano in evidenza un efficacia di alcuni approcci rispetto ad altri però sicuramente quello più cognitivo e la verifica insieme al paziente della minaccia che portano gli altri.
→ avendo queste informazioni, quando si presenta un quadro clinico fare delle osservazioni tenendo conto che i disturbi di personalità sono formati da un sistema eterogeneo di comportamenti, sintomi e tratti quindi avere come riferimento la caratteristica essenziale del disturbo ed andare dopo nello specifico.

DISTURBO PARANOIDE

A. Una diffidenza pervasiva e sospettosità degli altri tali che le loro motivazioni sono interpretate come malevole, il tutto a partire dalla prima età adulta e presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:
1. Sospetta, senza una basi sufficienti, che gli altri stanno sfruttando, danneggiando o ingannando lui o lei.
2. Preoccupazione con dubbi ingiustificati, sulla lealtà o affidabilità di amici o parenti.
3. È riluttante a confidarsi con gli altri a causa del timore ingiustificato che le informazioni potranno essere usate maliziosamente contro di lui o di lei.
4. Legge significati nascosti umilianti o minacciosi in osservazioni o eventi buoni.
5. Porta con insistenza rancori (cioè, è spietato con insulti, lesioni o offese).
6. Percepisce attacchi contro la sua persona o la sua reputazione, che però non sono evidenti agli altri ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare.
7. Ha sospetti ricorrenti, senza giustificazione, per quanto riguarda la fedeltà del coniuge o partner sessuale.

B. Non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, un disturbo bipolare o disturbo depressivo maggiore con caratteristiche psicotiche, o un altro disturbo psicotico e non è attribuibile agli effetti fisiologici di un'altra condizione medica.

Nota: Se i criteri sono soddisfatti prima dell'inizio della schizofrenia, aggiungere "premorboso", cioè, "disturbo di personalità (premorbosa)".
Tratto da PSICOPATOLOGIA DIFFERENZIALE di Veronica Rossi
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