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Shrinking City


Shrinking City termine tedesco che significa città che si contraggono, ne sono un esempio le città di vecchia industrializzazione che oggi sono diventate periferie.
Sono le città che non sono riuscite a riaffermarsi dopo il loro declino a causa della globalizzazione. Prima della globalizzazione si pensava che bastasse il fatto di essere nel nord per avere delle garanzie ma, come denota questo fenomeno, oggi non è più così.
Le Shrinking City si caratterizzano per il calo demografico, un’elevata disoccupazione e l’invecchiamento.

Esempi in Europa: Genova, Lipsia e Ostrava (Repubblica Ceca).
Detroit, l’equivalente della Torino americana, era il quartiere generale dell’industria automobilistica (General Motors).
Aveva due milioni di abitanti alla fine degli anni Settanta molti dei quali hanno abbandonato la città che oggi ha soltanto settecentomila abitanti, gran parte dei quali vivono nel ghetto nero, e grandi aree completamente vuote e abbandonate.
È l’esempio di una città dove sempre ci sia stata la guerra ma invece c’è stata solo la globalizzazione.



Walter Christaller, studioso tedesco di economia degli anni Trenta. Egli studia il territorio in funzione delle gerarchie christalleriane ovvero un rapporto rango/dimensione, ovvero più una città è grande più si concentrano le attività produttive.
Si tratta di un sistema che funzionava abbastanza bene per far comprendere come convergono i rapporti in Europa ma questa gerarchizzazione salta con l’avvento della globalizzazione nel senso che qualunque luogo può diventare centrale, ovvero anche luoghi con un’estensione limitata possono diventare il centro del mondo a secondo del loro grado di attrattività (Silicon Valley e l’Apple Park a Cupertino, California), in questo modo le centralità e le periferie non sono più definibili in maniera chiara.
Non c’è una ricetta valida per rendere una città attrattiva in quanto luoghi apparentemente insignificanti possono avere adesso una nuova importanza, i luoghi si fanno una concorrenza spietata a vicenda.

Non funziona più come prima, quando il solo fatto di essere collocati in determinati luoghi del paese garantiva di stare bene.
Si assiste al divenire periferia di intere parti di città.
La Goccia d’Oro a Parigi è il caso di una periferia che si è allargata fino alla parte più turistica e storica della città, è diventato un quartiere etnico nel centro della città.

Londra si caratterizzava per una disuguaglianza diffusa a macchia di leopardo e per fare fronte a questo problema nasce il Welfare State.
Nel 1944 venne elaborato il primo piano di Welfare State grazie a Lord Beveridge (piano Beveridge), in questi anni si aveva la necessità di un’organizzazione che impedisse il riformarsi di regimi totalitari attraverso una serie di interventi a favore dei cittadini meno abbienti.

I Gloriosi Trenta sono gli anni compresi tra il 1945 e il 1975 sono gli anni in cui l’Europa vive un periodo di benessere, finiscono nell’anno in cui si ha una crisi petrolifera e quindi diminuisce la capacità di spendere da parte degli stati assistenziali.
Il piano Beveridge prevedeva che si sarebbe dovuto assistere il cittadino dalla sua nascita alla sua morte (from the cradle to grave).
La fine dei Gloriosi Trenta, la mancanza di soldi da investire nell’assistenza del cittadino e la globalizzazione comportano le vecchie periferie diventano sempre più lontane.

C.E.P. di Pra a Genova è un quartiere definito “inferno con vista mare”, la situazione di degrado è peggiorata maggiormente negli ultimi anni tanto che è diventato ancor più periferia in quanto è venuto a mancare il legame sociale costituito dal lavoro che teneva uniti gli abitanti della periferia con il centro, avendo questi un motivo per recarvisi.
È il caso di vecchie periferie che sono sempre più isolate in quanto viene a mancare il legame sociale e sono completamente scollegate dal centro.


Manuel Castells introduce il concetto di vulnerabilità sociale per indicare il fatto che si è accentuata l’esclusione sociale di coloro che stanno al margine in quanto la società urbana è diventata sempre più fragile essendo venuti a mancare delle condizioni di sicurezza sociale (vedi il Welfare State di Londra).

Enrico Moretti parla di una nuova geografia del lavoro nel senso che a parità di lavoro svolto, il salario può variare all’interno di un range a seconda della città in cui ci si trova negli Stati Uniti, segno di una chiara disuguaglianza spaziale per cui è evidente che in molti casi il destino di una persona dipende dal luogo in cui si vive (ad esempio se a Buffalo si guadagna 1 è possibile che a New York si guadagni 5).
Gli Stati Uniti sono un paese fortemente caratterizzato dalla mobilità spaziale, ovvero da una predisposizione a spostarsi per motivi di lavoro a tal proposito alcune dimensioni delle case e degli arredi sono legati a standard ben precisi in modo da essere quasi uguali (armadi).


Tratto da SOCIOLOGIA DELLA CITTÀ di Francesca Zoia
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