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Cinema muto americano e Griffith


Nel 1905 in tutti gli Stati Uniti si diffondono i nickelodeon, ovvero sale cinematografiche adibite esclusivamente alla proiezione di film.
Per la prima volta i produttori e gli esercenti possono differenziare il prodotto cinematografico in modo da attirare strati di pubblico sempre più ampi, in particolare il pubblico popolare.
In questi anni aumenta a dismisura la domanda di film, ma il sistema industriale cinematografico americano di quegli anni non riusciva a soddisfare a pieno la richiesta, a causa di difficoltà economica e anche in parte alla guerra dei brevetti (Edison rivendica l’esclusiva sui brevetti su produttori, cineprese, pellicole, ecc).

Nel 1908 nasce la MPPC, cioè la Motion Pictures Patents Company, organismo grazie al quale si può attuare una politica protezionistica: i film dei concorrenti occidentali, quindi i film europei, facevano fatica ad essere distribuiti e visti negli Stati Uniti.
Aumentano così a dismisura il numero dei film americani e vengono nel frattempo adottate altre misure.
Si punta sempre di più sullo star system, fondato su attori famosi che interpretavano ruoli abituali per essere riconosciuti subito dal pubblico, e il polo produttivo si sposta da New York a Hollywood, California.
Qui nascono i primi studios e si afferma il producer system, cioè il sistema industriale cinematografico basato sulla figura del produttore.

In questi anni si afferma anche uno dei più grandi registi della storia del cinema, Griffith.
Griffith nasce in Kentucky nel 1875 da un colonnello dell’esercito confederato e sarà proprio questo aspetto della sua infanzia a far trasparire in molti suoi film, in particolare in “ Nascita di una nazione”, una forte componente razzista.
Egli si avvicina tardi al cinema, svolgendo prima il lavoro di venditore e poi di giornalista.
Si avvicina prima al teatro, come attore e come cinematografo, e poi al cinema, esordendo per la casa di produzione Biograph.
Per la Biograph realizza circa 500 film prima di 1 bobina e poi di 2 bobine.
Nel 1913 abbandona la Biograph ma continua a dirigere film fino al 1931, quindi alle soglie del sonoro e oltre.
Griffith muore nel 1948.

Nel primo quinquennio della sua attività da regista Griffith si afferma sicuramente come “ sistematizzatore del linguaggio cinematografico”, contribuendo anche al passaggio dal modo di rappresentazione primitiva al modo di rappresentazione istituzionale.

I suoi tre film più celebri sono:
• Nascita di una nazione, diretto nel 1915.
• Intollerance, diretto nel 1916.
• Giglio infranto, diretto nel 1919.

Sarà proprio attraverso questi film (e con quelli realizzati per la Biograph) che Griffith rivoluzionerà il linguaggio cinematografico:
• Concepisce il film come una successione di capitoli narrativi, ciascuno dei quali ruota di solito a una vicenda fondamentale.
• Ciascun capitolo narrativo è caratterizzato da inquadrature riprese nello stesso set e percepite dallo spettatore come molto dinamiche: Griffith infatti non si limita a posizionare la macchina da presa in un punto del set, ma si cura di spostarla in modo da essere più o meno vicino all’azione e in modo che lo spettatore abbia sempre la sensazione di trovarsi nel punto migliore per seguire lo svolgimento delle vicende.
• In fase di montaggio Griffith alterna le diverse inquadrature in modo che prima venga presentato un ambiente e poi ci si avvicini all’azione.
• Per guidare l’attenzione dello spettatore egli fa spesso ricorso all’uso del mascherino e si impegna nello studio della componente musicale che deve accompagnare l’azione.
• Le soluzioni luministiche devono sottolineare la drammaticità dell’azione.
Ricorso al montaggio alternato: le inquadrature vengono alternate durante la fase di montaggio in modo da riferirsi a più linee narrative. Griffith sosteneva che lo spettatore, attraverso uno sforzo intellettuale, fosse in grado di seguire diverse vicende contemporaneamente.

Griffith nel 1915 dirige “ Nascita di una nazione”, un colossal per la cui produzione furono necessari 110 mila dollari e al botteghino ne guadagnò 50 milioni.
Il film è basato sul romanzo di Thoman Dixon Jr, “ The Clansman”, romanzo fortemente razzista così come “Nascita di una nazione”, influenzato dalle origini sudiste del regista, ed è ambientato durante la Guerra di Secessione.
Si possono individuare due linee narrative.
1. La prima racconta l’amicizia che si viene a creare tra gli Stoneman, una famiglia del nord, e i Cameron, una famiglia del sud; amicizia che, con lo scoppio della guerra, entra in crisi.
2. La seconda racconta invece le misure che gli Stoneman, famiglia che esce vincente dalla guerra, prendono in seguito alla moglie di Lincoln. Si tratta in particolare di misure antiabolizioniste nei confronti degli uomini di colore, che proveranno a impossessarsi del potere tramite la violenza.

Il film, proprio per questa componente fortemente razzista e l’evidente schieramento di Griffith con i sudisti, porterà a diverse azioni violente, motivo per il quale fu proibito in molte località.
“Nascita di una nazione” tuttavia ha il merito di saper trattare bene sia la dimensione storica di fatti accaduti poco tempo prima sia la dimensione narrativa del romanzo.
Con il montaggio alternato, Griffith conferisce al film l’andamento tipico del romanzo, andamento che al critico e regista Sergej Ejzenstejn ricorderà i romanzi di Charles Dickens.
Tra le scene più celebri, Elsie Stoneman è insidiata dal mulatto Lynch, il quale sogna un impero nero con Elsie regina bianca al suo fianco, e i Cameron insidiati dalle milizie nere.
La situazione sarà risolta dall’intervento del Ku Klux Klan. In questa scena è evidente l’uso del mascherino a forma circolare e il grande dinamismo delle inquadrature.

Nel 1916 esce “ Intollerance”, con cui Griffith intende liberarsi delle accuse di razzismo che “Nascita di una nazione” gli aveva procurato.
“Intollerance” è anch’esso un colossal, con una durata ancora maggiore rispetto al precedente e più ambizioso dal punto di vista narrativo.
Il film racconta 4 vicende, ambientate in epoche diverse, che hanno come soggetto episodi di intolleranza:
• Il primo è ambientato nell’antica Babilonia e ricorda molto il filone del colossal storico-mitologico.
• Il secondo tratta episodi del Vangelo e della passione di Cristo (filone che in quegli anni andava diffondendosi soprattutto in Francia).
• Il terzo è ambientato durante la Notte di San Bartolomeo, quando i cattolici francesi massacrarono i protestanti.
• Il quarto è ambientato in epoca contemporanea e sembra richiamare per molti versi il realismo sociale.
Per la realizzazione di questo film Griffith non ricorre al montaggio alternato ma al montaggio parallelo, cioè gli episodi non si succedono l’uno dopo l’altro ma alcuni frammenti di un episodio sono seguiti da frammenti di un altro secondo un’affinità sul piano dei concetti e non sulla continuità temporale.
Secondo il critico e regista sovietico Ejzenstejn, tuttavia, Griffith fallì sotto diversi punti di vista in quanto era comunque troppo evidente il pensiero capitalistico americano e il film risultava molto macchinoso.
Probabilmente non era nemmeno il periodo storico giusto per girare un film di denuncia sociale, dato che gli Stati Uniti stavano per entrare nella Grande Guerra.

Giglio infranto”, invece, esce nel 1919 e rivela l’anima intimista di Griffith.
Il film fu girato in circa 18 giorni e interamente ricostruito in studio, essendo le vicende ambientate in un particolare quartiere di Londra.
Caratteristiche principali di “Giglio infranto” sono:
• il frequente ricorso ai flashbacks, che complicano la trama.
• Le variazioni cromatiche che vanno dall’azzurro al blu per gli esterni e tonalità del giallo invece per gli interni.
• Frequente uso del mascherino, al fine di guidare e concentrare l’attenzione dello spettatore su un elemento o un personaggio piuttosto che un altro.
• Campo medio-lungo, che presenta l’ambiente entro il quale si svolge l’azione, e piani ravvicinati sui personaggi.
• Panoramica.
• Segni di interpunzione quali dissolvenza in apertura e chiusura.
• Didascalie, prima descrittive, che raccontano poi il passato dei personaggi.

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