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Altre variabili che incidono sugli investimenti all'estero


Variabili che incidono sugli investimenti all'estero, sui movimenti di capitale, sulle scelte finanziarie.

In questo caso cominciamo con gli Investimenti di portafoglio, quindi il fatto che un italiano decida di investire (per scopi di investimento finanziario e non per scopi strategici, non legati alla propria attività di impresa) per scopi legati alla propria attività di risparmiatore; siamo nel campo dei singoli risparmiatori che decidono di fare investimenti all'estero, di portafoglio.

Teoria delle scelte di portafoglio: In presenza di attività finanziarie diverse, investitore sceglie composizione portafoglio per massimizzare l’utilità attesa.
Gli investitori possono massimizzare il rendimento del proprio portafoglio in presenza di libertà dei movimenti dei capitali.
Da quali variabili sono determinati questi investimenti di portafoglio (Ip): rendimento, rischio, aspettative, variabili di sistema (politiche, economiche ecc.)

- dal rendimento: quando uno fa una scelta di investimento di portafoglio, va a guardare quanto rende quello su cui sta investendo, qual è l'interesse, dunque una cosa che influenza è il differenziale cioè la differenza, a parità di titolo o di obbligazione, tra tassi di interessi interni e tassi di interesse internazionali ( i-i*), il differenziale è quello che volgarmente si chiama "spread", un indicatore molto importante di quanto la gente può essere da un lato affezionata (se si riduce) dall'altro impaurita (se aumenta) dall'acquistare i titoli italiani; siccome la nostra economia è molto indebitata, se lo spread aumenta vuol dire che la gente ha meno fiducia nello stato italiano nei confronti del fatto che esso possa o no restituire i propri debiti, non rispettare le proprie obbligazioni, e allora chiede un rendimento più alto. È un indicatore molto rilevante della credibilità e della rispettabilità di un debitore. esempio: ho due attività finanziarie simili da confrontare, cioè che abbiano la stessa durata, che abbiano le stesse caratteristiche più o meno allettanti, stessa tipologia di obbligazioni (pubbliche o private) per finanziare i propri investimenti, come si fa tutti i giorni: si emettono prestiti obbligazionari andando alla ricerca di persone che se li comprano. Una delle cose fondamentali nel fare l'investimento è il rendimento e la relazione è inversa: se i tassi mondiali sono maggiori dei tassi nazionali, quindi rendimento di una attività finanziaria estera è maggiore di un'attività finanziaria italiana, si ha la tendenza, a parità di tutte le altre condizioni, di comprare quella che rende di più. In questo caso il differenziale i-i* è negativo, e allora si investe di più all'estero. È negativo perché magari i (rendimento sull'attività finanziaria italiana) è il 3%, mentre i* è il 10% (3-10 = -7%) è molto più allettante mandare soldi fuori, investirli in obbligazioni straniere e non italiane.

- Rischio è un'altra componente fondamentale, chi va di mezzo la sicurezza dei propri soldi. Anche qui la relazione è inversa: maggiore è il rischio di un paese o di un'impresa (perché gli investimenti all'estero riguardano varie tipologie), minore sarà il volume degli investimenti esteri. Se, a parità di differenziale (i 5% - i* (Argentina) 5%), dato che l'Argentina è sempre stato un paese a rischio, a quel punto non investo perché entra in ballo il rischio. Ad esempio, ci sono stati dei periodi in cui i rendimenti dei titoli pubblici italiani sono cominciati a scendere rapidamente perché l'Italia stava entrando nella moneta unica e si riduceva lo spread, proprio quando l'Argentina invece offriva dei rendimenti molto interessanti (20% offerti da Argentina mentre Italia scendeva da 10% a 3%), e la scelta di comprare titoli argentini era molto rischiosa e molte famiglie italiane si sono trovate in difficoltà perché i titoli argentini poi sono crollati. Quindi, per il rischio la relazione è inversa e maggiore è il rischio, minore il volume di investimenti. Esistono però due principali tipologie di rischio nel fare queste operazioni: 1) dare dei soldi al debitore che non mi ripaga e questo è il rischio più estremo, pesante, perché non hai resi gli interessi ed è il rischio default (come successo in Grecia), questa è un'inadempienza diretta, cioè un rischio molto importante; ma esiste un'altra tipologia di rischio 2) ovvero quella per cui il debitore, quando restituisce il capitale prestato, me lo restituisce in moneta svalutata, in moneta che ha perso valore rispetto alla mia. Anche questa è una grossa perdita e si tratta o di italiani che acquistano attività finanziarie all'estero oppure di stranieri che acquistano attività finanziarie italiane. Il rischio è che il debitore mi restituisca un capitale svalutato. Questo ha a che vedere con un'altra variabile.

- Aspettative, cioè l'andamento futuro del tasso di cambio. Questa è una variabile molto importante per decidere gli investimenti di portafoglio. Se io italiana acquisto azioni straniere ad esempio in $, e poi succede che il $ perde valore nei confronti dell'Euro, qua sorge il problema perché avrò meno Euro nel momento in cui torno in possesso di quel capitale. Se si prevede quindi una svalutazione dell'Euro, si riduce l'acquisto di attività finanziarie denominate in Euro. Se prevedo che il valore del € (la previsione implica guardare al futuro) diminuisce, quindi perde di valore, allora si ridurranno gli acquisti di attività finanziaria in Euro (gli stranieri non compreranno in Euro perché ritengono che sia una moneta in futuro destinata a perdere di valore quindi quando vorranno venderli, avranno un capitale minore). Se si prevede svalutazione, si riducono acquisti di attività finanziarie denominate in Euro (aumentano acquisti in $).
La scelta di investire all'estero dipende da quanto ci guadagno, da quanto rischio e da quanto mi aspetto che sarà il valore della moneta che vado a comprare quando investirò. Se uno straniero non crede nell'Italia, si aspetta che l'Italia vada a rotoli, perché mai dovrebbe comprare le attività italiane in euro se ritiene che la moneta perderà valore negli anni?

Gli Investimenti di portafoglio sono determinati anche da:
- Psicologia: preferenza psicologica per attività nazionali, (sicurezza, attaccamento, identità nazionale, familiarità).
- Politiche economiche: rigore; regime fiscale; etc. (tassazione favorevole … vedi Irlanda.)

Conclusione: gli investitori sono soprattutto motivati dal rendimento; tuttavia la teoria delle scelte di portafoglio ipotizza che investitori sono sensibili a rischio, aspettative, psicologia.
MK = f(i+, iw-, ee-)

Tratto da STORIA DELLA POLITICA ECONOMICA INTERNAZIONALE di Federica Palmigiano
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