Skip to content

Postural Back School informazioni sulle situazioni di rischio oggettivo: decubito


Contrariamente alla stazione eretta e alla posizione da seduto, quella in decubito risulta molto confortevole per il rachide dovuto dal fatto che il nostro corpo non deve più contrastare la forza di gravità e quindi la colonna vertebrale può distendersi. Infatti la posizione in decubito risulta essere favore principalmente per i dischi intervertebrali che reidratandosi tendono ad aumentare la loro dimensione, infatti se ci si misura al mattino è possibile che si è più alti di circa 2-3 cm. Ma ovviamente bisogna fare una corretta analisi delle varie posizioni che il nostro assume nella posizione da decubito.

Il decubito supino, vedendo l’ileo-psoas contratto, tende ancora a dare delle piccole sollecitazioni al tratto lombare, e quindi sarebbe opportuno mettere dei cuscini al livello degli arti inferiori, in modo tale da permettere la decontrazione del muscolo in questione, ed è proprio per questo che questa posizione prende il nome di posizione psoas.

Altra posizione che si può assumere è quella in decubito laterale, che risulta essere la più confortevole per il rilassamento della colonna vertebrale, ed anche in questo caso potrebbe essere richiesto l’utilizzo di un cuscino da applicare sotto al fianco.

Ed infine abbiamo la posizione in decubito prono, che è quella che viene meno consigliata perché si accentua la curvatura lombare e quindi per evitare ciò si richiede dell’applicazione di un cuscino al livello dell’addome.

Innanzitutto il materasso non deve essere né troppo duro e né troppo morbido, quindi sarebbe richiesto l’utilizzo dei materassi in lattice o a molla; il cuscino allo stesso modo non deve essere né di lana e utilizzare il rullo francese perché troppo duri, e quindi è preferibile utilizzare quelli in piume d’oca perché meglio si adattano al peso della testa.
Per sdraiarsi inoltre è bene che il soggetto prima si sieda, poi si sdrai lateralmente aiutandosi con le braccia per ammortizzare la caduta mantenendo le gambe flesse; mentre per rialzarsi bisogna eseguire il percorso inverso.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.

Forse potrebbe interessarti:

Teoria Tecnica Didattica Età Evolutiva

Il Corso prevede la conoscenza delle principali modificazioni funzionali nelle diverse età; la programmazione dell'attività motorie nelle diverse età; come preservare e sviluppare l' efficienza fisica nell'invecchiamento fisiologico o patologico.